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Eventi Officina della Sperimentazione

Oltre i Muri

Officina della Sperimentazione 

OLTRE I MURI 

COMPAGNIA CHĀNDRAMA 

Venerdì 28 novembre 2025, ore 20:30  

Nono appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Oltre i Muri
COMPAGNIA CHĀNDRAMA 
regia: Amalia Stagnaro 
interpreti: Cecilia Andreis, Michelangela Battistella, Agnese Zorzi, Rachele Ferraro, Penelope Zaccarini, Valentina Sandri, Giulia Donini, Alice Franceschini 

Questo spettacolo nasce da uno sputo. Dal forte bisogno di liberarmi del catarro che mi intasa gola e polmoni, vederlo spiaccicato sul pavimento e fare un bel respiro di sollievo.” 
Amalia Stagnaro 

Oltre i muri è ambientato in un ospedale psichiatrico degli inizi del secolo scorso, dove per mano maschile venivano internate donne scomode, rifiutate e abbandonate dalle loro famiglie; il pretesto della prigionia era spesso l’isteria, malattia inventata per ostacolare, imprigionare o patologizzare la condizione femminile. 
Attraverso i racconti e i ricordi delle donne, la pièce vuole denunciare il maschilismo etero-patriarcale dominante annidato nella società di allora, strizzando l’occhio alle oppressioni odierne. 

Lo spettacolo 
Le ragazze sul palco vivono l’attesa. 
Lo spettacolo è una storia di attesa: le “alienate”, imprigionate in un tempus absolutum colmo di grida, chiavistelli e metodi di tortura, cercano di evadere dalle coercizioni attraverso ricordi, sogni e desideri, con la speranza che un giorno le lancette dell’orologio tornino a girare anche per loro. 
Potente e provocatorio, Oltre i muri è un continuo alternarsi tra luce e ombra, un coro di voci che si libera tra i corridoi asettici dell’ospedale, un grido che per essere sentito oltrepassa i muri, scuotendo le coscienze di ognun* di noi. 
La pièce utilizza l’espediente dell’ospedale psichiatrico come luogo fisico e metafisico per rivelare, attraverso la metafora della reclusione, la condizione ghettizzata delle donne di tutte le epoche. 

Note di regia 
La regia di Amalia Stagnaro evoca suggestive immagini onirico-poetiche che si alternano a crudi momenti di realtà.
Il pubblico, insieme alle otto attrici, raggiunge momenti di pura catarsi: luci e musica arricchiscono il linguaggio del teatro fisico che attraverso canto, danza e prosa ci travolge in una performance immersiva e trasformativa.
Lo spettacolo si svolge coralmente perché lo sviluppo drammaturgico si realizza attraverso prese di coscienza collettive, a sottolineare come la storia di una sia la storia di molte. 

È una sorta di compromesso che il nostro inconscio fa con la storia raccontata e siamo tutti coinvolti.
I sogni, che sono i custodi dei desideri spesso inespressi o intollerabili dalla coscienza, sono anche spazio denso di significato, custodi di immagini in cui, attraverso il teatro, tutti e tutte diventiamo protagonisti e partecipi.
Nei sogni c’è un ritorno alle immagini che smuovono la parte pulsante di ciascuno di noi; le internate condividono con gli spettatori sogni, desideri ed immagini che spingono tutti alla ricerca di un appagamento finale, un riscatto dell’inconscio collettivo.
Valentina Guastini 

Sinossi
L’intreccio ha inizio con la reclusione della diciannovenne Aurora nell’ospedale psichiatrico a causa delle sue capacità extrasensoriali. 
Presto scopre che anche le altre donne non sono tutte rinchiuse perché realmente pazze ma perché scomode, ribelli, lesbiche o semplicemente con il desiderio di essere libere dal dominio di un marito, un padre o un dio. 
Le storie delle recluse sono tutte a loro modo protagoniste, benché la trama ruoti intorno alle vicende personali di due donne: Aurora ed Elisabeth, l’infermiera responsabile del reparto. 
Un tempo empatica alla condizione delle pazienti, ora Elisabeth ricopre una posizione algida e distaccata nei confronti delle “alienate” e rinnega la sua condizione di donna discriminata per ricoprire il ruolo di carnefice, fino al suo incontro con Aurora. 
Le conversazioni con la giovane reclusa riaprono in lei ferite antiche e risvegliano domande messe a tacere da anni, e così la sovrintendente, per l’ennesima volta testimone delle violenze, torture e molestie dei dottori sui corpi delle pazienti, realizza finalmente di essere prigioniera dello stesso sistema. 
Con un ritrovato senso di ribellione, Elisabeth si sacrifica per Aurora e la aiuta a fuggire dall’ospedale, con l’esito di ritrovarsi lei stessa rinchiusa dall’altra parte delle sbarre. 

…specchiati sacra pazza,
che con le dita bevi in fretta,
che ti sputi nelle mani
e le piaghe disinfetti.” 

Vi aspettiamo venerdì 28 novembre 2025, ore 20:30
Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (8€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Eventi Officina della Sperimentazione

Ho visto Nina volare

Officina della Sperimentazione 

Ho visto Nina volare 

di Vudusí 

Sabato 21 settembre 2024, apertura spazio ore 20:00 
Inizio spettacolo ore 21:00 

Primo appuntamento dell’Officina della Sperimentazione!

HO VISTO NINA VOLARE della Compagnia Vudusí. Vi aspettiamo sabato 21 settembre 2024 dalle 20:00 – Inizio spettacolo ore 21:00! 

Compagnia: VUDISÍ 
Scritto e diretto da Safia Zappa 
Con Paola Polifrone, Penelope Zaccarini, Luca Gerilli e Safia Zappa 

CONCEPT 

Che cos’è l’espressione di genere? Nello spettro del “genere” io/noi che puntino sono/siamo? 

NI&NA 
Ni & Na rappresentano l’espressione femminile e quella maschile universali. La bellezza di un’espressione di genere libera, è l’apertura che vuole fendere “Ho visto Nina volare“.
Diventare una “Nina” significa scoprire la propria identità di genere ed esprimerla. 

GENESI DELL’IDEA 
Tutto inizia a fremere al primo ascolto di “Ho visto Nina volare” di Fabrizio De Andrè.  La nostra Nina è proprio quella, un po’ cera e un po’ miele, e vola su un’altalena che dondola da sola. 
Qualche tempo dopo, fa capolino Beckett e con il suo gusto e la sua estetica, sostiene la circolarità della trama. 
Da questi principali spunti nasce la ricerca, che inizia con un approccio documentaristico: abbiamo raccolto circa 10 ore di testimonianze audio sopra i temi dell’espressione e identità di genere, del maschile e del femminile. 
Le interviste sono diventate poi anche materiale drammaturgico e di scena (le registrazioni). 
Le domande agli intervistati sono state poste da Safia, che nello spettacolo interpreta Costantina, che a sua volta, è colei che nella narrazione è la regista, in una suggestione di realtà/finzione. 
Nella stesura della drammaturgia si sono poi intromesse anche varie ispirazioni quali Milo Rau, con la sua poetica documentaristica del reale; Luigi Tenco in qualità di alter ego di Costantina; Rocky Horror Picture Show; Hercules; il mondo dei tarocchi; lo yoga e i mantra; ed ultimo ma non ultimo, Anton Čechov
 
LA REGIA 
L’approccio registico si focalizza sull’uso di una scenografia minimale e su cambiamenti dinamici di luci e suoni per creare un ambiente surreale. 
L’interazione tra attore e spettatore è enfatizzata, con momenti in cui il confine tra palco e platea si dissolve. 
Elementi di particolare rilievo sono il ritmo, la precisione di movimenti e la volontà di cambiare l’altrə: cosa deve fare unə attorə all‘altrə? 
Il tempo descrive l’agire scenico e lo divide: solo se l’attorə sa muoversi con precisione nasce l’azione. 
INGRESSO CON TESSERA ASSOCIATIVA ANNUALE 2024 (3€) E CONTRIBUTO SPECIFICO (9€) 
Info e prenotazioni: organizzazione@asscalpurnia.it 
 
Ex Mercato di Torre Spaccata – Viale dei Romanisti, 43 / angolo Via Filippo Tacconi 
Se beve ma venite già mangiati! 

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Progetto realizzato con il gratuito patrocinio del Municipio Roma VII