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Un dì in overture

Officina della Sperimentazione 

UN DÌ IN OVERTURE 

di Irene Parisi e Matteo Vairo   

Venerdì 21 novembre 2025, ore 20:30  

Ottavo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Un dì in overture
Regia e drammaturgia di Irene Parisi e Matteo Vairo
Con: Alice Scasciafratti, Carla Giovenco, Irene Parisi
Musiche: Nico Di Ruscio
Disegno Luci: Riccardo Milani
Prodotta da: Spazio Variabile 

SINOSSI
L’opera d’arte riconosciuta come materia visibile diviene generatore di emozioni, riflessioni e reazioni che possono coinvolgere profondamente il pubblico. In analisi all’attivazione dei neuroni specchio, essa ci permette di immedesimarci e di percepire al di là della sua forma materiale, aprendo spazi di risonanza emotiva. È in questa dinamica che nascono provocazioni, suggestioni e stati interiori che l’artista intende imprimere nello spettatore. Tuttavia, l’arte non è sempre riconosciuta o accettata nei contesti istituzionali: la sua forza consiste proprio nello spostare continuamente i confini di ciò che è ritenuto bello, degno o significativo, ponendo profonde domande su un oggettivo riconoscimento di essa. La messa in discussione della filosofia dell’estetica, dimostra come l’arte non abbia mai un significato univoco, ma muti secondo epoche, culture e sensibilità. In questo senso, l’opera d’arte vive di un dialogo continuo: tra l’operatore e l’operato, tra l’oggetto e la percezione, tra l’intenzione artistica e l’esperienza suscitata nello spettatore. – “Quando si definisce arte e Come si riconosce un artista?”- 

IL PROGETTO 
Si vuole proporre una riflessione sull’effettivo riconoscimento dell’arte da quella classica alla più contemporanea e controversa. Dai differenti livelli culturali che provano più o meno considerazioni dissonanti tra il pubblico. Dall’apprezzamento economico eccessivo ad una delle frasi popolane più celebri: -“potevo farlo anche io”- Da questi pensieri ci sembra opportuno regalare al pubblico l’opportunità di vivere in prima persona l’esperienza della creazione, andando a definire l’estetica di uno dei soggetti protagonisti del lavoro e viverlo nel suo sviluppo in scena. Protagonista che sarà costretto ad interfacciarsi ad un altro individuo simile a lui se visto con occhio inesperto, ma con una differenza nell’esecuzione realizzativa dell’ abito. Difatti il secondo protagonista già all’interno di un contesto che definisce i ruoli tra “pubblico ed opera” sarà già completo della sua arte, creata appositamente da chi si definisce artista e vive l’importanza del tratto e del colore con un significato ben specifico. Una presa in giro a chi si definisce creatore e a chi ne fa da compratore, dove si passa da una profondità di senso ad un estratto quasi becero dell’opera stessa. Tutto questo è un esperimento che vuole mettere ancora una volta sul banco la domanda fondamentale del lavoro: -“quando si riconosce arte?“- “l’opera intrinseca di significati emotivi di ritenuta profonda o il tratto casuale di persone non avvezze a tali pratiche?”- . Del resto alla fin dei conti non saranno tanto differenti le opere perché nonostante le due situazioni di emergenza espresse sui due danzatori, saranno entrambi esposti alla creazione di un tratto composto da gesti primordiali ed eseguibili da tutti. La scelta della bomboletta come oggetto scenico, vuole rendere materiale la domanda sul riconoscimento dell’arte, d’altronde questo strumento è protagonista di opere che creano tutt’oggi un ambiguità riconoscitiva tra chi la reputa arte e chi la giudica come un semplice atto vandalico. 

Vi aspettiamo venerdì 21 novembre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (5€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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