Categorie
SPACC'ARTISTA

Massimo Sconci

Specchio specchio delle mie brame, il teatro serve per dialogare 

Con Massimo Sconci esploriamo in modo soggettivo il mestiere dell’attore. Vive a Roma, ma torna spesso a L’Aquila, dove è nato. Ama il teatro e crede che, come ogni altra forma d’arte, sia uno specchio della società.

Si impegna per portare davanti al pubblico un teatro di parola. Gian Maria Volonté è l’attore che definisce come maestro iconico e modello personale.

Come descriveresti il teatro? 

Ho sempre visto il teatro come un mezzo di comunicazione. Credo che possa essere inteso come luogo di scambio a livello empatico. Grazie ad esso si possono instaurare dialoghi lavorando a livello emotivo e narrativo.

Il teatro oggi è necessario per se stesso e per le proprie sperimentazioni contemporanee. Credo che il pubblico sia l’elemento imprescindibile per essere efficaci. 

Senza testimoni oculari il teatro viene meno, il palcoscenico si svuota di senso. Qui troviamo il suo essere allo stesso tempo espressione artistica e mezzo di comunicazione per raccontare la società in cui viviamo. 

Il periodo pandemico ci ha insegnato il valore delle persone in sala. Senza un pubblico e porte aperte il teatro stesso perisce. 

Come ti piace intendere il mestiere dell’attore? 

Questi ultimi anni di ripresa del settore culturale, ci hanno insegnato anche che la qualità vince sulla quantità. Come nella comunicazione, non importa quante parole si mettono insieme, è fondamentale trovare quelle giuste. Dunque, credo che essere attore sia un mestiere complesso, ma necessario per veicolare una forma di dialogo efficace. 

L’Aquila Nuova1 è il titolo della drammaturgia che hai scritto, diretto e portato in giro per l’Italia. Parla della tua città sotto le macerie, parla di distruzione e ricostruzione.
Perché hai deciso di affrontare un tema tanto sofferto? Quale è il messaggio che volevi comunicare?

Mi sentivo in diritto di farlo essendo Aquilano. Credevo fosse necessario portare sul palco un punto di vista soggettivo.

Ho scelto di prendermi la responsabilità di raccontare con tono satirico e ironico quello che per molti è rimasto un fatto di cronaca sui giornali. La prima intenzione era riflettere con i miei concittadini, volevo raccontare la memoria condivisa di un fallimento urbanistico, politico e sociale. Credo che dopo più di dieci anni dal terremoto del 2008 abbiamo ancora bisogno di una città nuova. 

“L’Aquila Nuova” ha bisogno di nuovi Aquilani, prima di tutto. La faticosa ricostruzione è stata fondamentale per riprendere in mano la quotidianità. Ma è necessario riconoscere che non sono gli edifici a fare le persone. 

L’Aquila ha bisogno di nuova linfa, di persone nuove. L’Aquila che vorrei vedere è abitata da cittadini che si sono scrollati il passato di dosso.

Il teatro di parola per raccontare il mondo. Con lo spettacolo dal titolo “I Buchi Bianchi2 hai utilizzato lo stesso tono satirico e scenografia scarna.
Hai deciso di raccontare una realtà che non ti appartiene:
La guerra in Siria. Perché?

Si, è vero il conflitto siriano non mi appartiene, ma non lo ho mai visto come una realtà troppo lontana da me. 

Mi interessa ed è per questo che ho voluto studiare ed approfondire le sue dinamiche di distruzione e ricostruzione. In qualche modo, queste due parole contrapposte legano sotto un medesimo denominatore due continenti. Oriente ed Occidente che trovano terreno comune in due drammaturgie che ho scritto e diretto.

Ritroviamo lo stesso tono ironico, ma con un’intenzione alla base diversa. Non sono siriano, dunque è una realtà che non ho vissuto in prima persona. Sentivo la necessità di portare il tema fuori dalla cronaca giornalistica. Sentivo il bisogno di metabolizzare le narrazioni in prima persona che avevo ascoltato attraverso il lavoro di divulgazione ed informazione delle associazioni culturali che frequento, tra cui l’associazione culturale Ararat3.

Anche per questa drammaturgia ho scelto di parlarne in modo soggettivo, ma non dal mio punto di vista. Assumo il ruolo di narratore, che attraverso la parola ripercorre la storia di Ahmir, un ragazzo tenace dal volto segnato che non si abbandona, tenta ogni giorno di ricostruire la sua vita da sotto le macerie della guerra. Ahmir continua a guardare il mondo con occhi nuovi, nonostante tutto. 

Trovo solo una differenza tra le macerie aquilane e quelle siriane: le prime sono causate da un evento naturale catastrofico; per le seconde invece, è l’uomo stesso a distruggere. 

Quale è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso il tuo lavoro? 

Credo che il mestiere dell’attore sia una professione responsabile. L’attore deve essere consapevole dello spazio scenico come deve praticare la consapevolezza nel mondo che lo circonda. Non si può ridurre al concetto di maschera, dell’interpretazione di un ruolo, qualunque esso sia. 

Dunque, che messaggio voglio trasmettere? Consapevolezza e responsabilità. Ho scelto questo mestiere perché attraverso di esso mi sento concretamente immerso nella realtà presente ed attuale. 

Crediti fotografici articolo:
Ritratto fotografico per la copertina: 

Angelo Difazio

Referenze e link: 
 
L’Aquila Nuova, Dieci anni dopo“, Muspac, 29 marzo 2019 

SPACC’ARTISTA 
Cerchiamo Artistə e le loro Storie 
spaccartista@asscalpurnia.it 

ASSOCIAZIONE CULTURALE CALPURNIA 
info@asscalpurnia.it – 366.920.3977

Seguici su: 

CREDITI: 
interviste, comunicazione e grafiche » Gaia Tirone 
sito e grafiche » myškin 

Categorie
SPACC'ARTISTA

Giulia Carrara

Lettera alla me adolescente

Appassionata del teatro e della scrittura, Giulia Carrara crede nell’arte come via per esternare parti sconosciute di sé al fine di riconoscerle come proprie.

Questa settimana la rubrica Spacc’Artista tocca corde nuove che dal mondo dell’arte riconducono all’alveo delle storie personali; sondiamo terreni intimi, personali con la delicatezza del raggio di sole di una mattina d’inverno. 
Fare l’attore vuol dire portarsi dentro maschere e ruoli interpretati, ma in questo caso non ne avremo bisogno.

Abbiamo incontrato Giulia Carrara, giovane attrice diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, Cassiopea. 
Grazie a Giulia possiamo affrontare con uno sguardo personale tematiche tanto complesse quanto soggettive: l’adolescenza, l’amore per sé stessi, l’accettazione della propria persona ed il rispetto di sé. 
Macrotemi intricati che possono essere ricondotti a quel periodo adolescenziale di sviluppo e trasformazioni difficili da decifrare. D’altronde ciascuno ha avuto la propria adolescenza e vi è un’unica certezza per tutti: nessuno ne esce indenne. 

Giulia Carrara oltre ad essere un’attrice di teatro posa come modella per shooting fotografici. Sperimenta, scrive e riflette. Le abbiamo chiesto di scrivere una lettera alla ragazza adolescente che era. Quello che ha scritto ci ha commosso. 

Senza ulteriori indugi vi permettiamo di leggere quelle parole scelte con cura, gentilezza e amore. 
Crediamo che tutti abbiano bisogno di accarezzare quelle parti di sé appartenenti ad anni passati. Crediamo nel potere delle parole.
Buona Lettura.

Lettera alla me adolescente

CARA ME, TI SCRIVO RICORDARTI CHE SEI FORTE E GENTILE.

Ciao Giù! Come stai? Matematica sempre 4?!
Daje.

Non sono qui per darti buone o cattive notizie.
Sono qui semplicemente perché ho bisogno di dirti che andrà tutto bene… dopo un po’.
Non subito. Ci metterai anni a capire che va davvero tutto bene.

Ci metterai anni a lasciare andare e ci saranno dei momenti in cui mollare ti sembrerà l’unica via d’uscita.
Ti sembrerà di essere già arrivata al capolinea: vai oltre. Sfondalo. Puoi. Se sono qui ora è perché significa che ad un certo punto lo hai fatto.
Grazie.
Grazie per averci salvato.
Potevi solo tu. 

So che ti sei sempre accettata, anche quando la salute ha deciso di disegnare sul tuo corpo delle cicatrici che sono ancora qui.
So che hai passato dei momenti bui chiusa nel bagno al piano terra della vecchia casa in campagna.
Io ricordo tutto.
So quanto tu ti ritenga incapace di essere “normale”, una adolescente qualsiasi, con un volto qualsiasi e un corpo qualsiasi, so che i tuoi vestiti stravaganti sono la tua maschera preferita: il megafono perfetto per urlare al mondo quanto tu sia arrabbiata.
Lo so che sei arrabbiata, vuoi delle news? Lo sarai ancora, sempre di più e sarai così arrabbiata da trasformare la rabbia in fame verso il mondo, verso l’arte, verso le persone.
Ti sei sempre battuta per te stessa come hai meglio creduto e quello che sono ora è il risultato della tua instancabile rabbia verso le ingiustizie sociali e verso la stereotipizzazione delle persone.
Ti dico chi sei ora:
Sei diventata un’attrice (a proposito mi raccomando fai il laboratorio teatrale della scuola, è da lì che partirà tutto!).
Sei diventata una fotomodella.
Lo so, non ci credi perché tu odi le foto e detesti sorridere. 

So che hai eliminato ogni foto dei tuoi 16 anni.
E soprattutto non ci credi perché non credi abbastanza in te stessa.
Perché pensi di non essere abbastanza per svelarti al mondo per quello che sei ed invece il mondo non aspetta altro che te.
Il mondo ha bisogno di storie e tu, ancora non lo sai, ma tra qualche anno ne avrai da raccontare.
E troverai le tue persone.
Le troverai dopo molti anni, non lo nego, ma le troverai e accoglieranno il tuo dolore, la tua rabbia, la tua stanchezza e le trasformeranno in felicità.
Ci sarà un momento in cui riderai moltissimo.
Ma proprio tanto.
Tornare a guardare le stelle avrà nuovamente un senso.
E ti piacerà sorridere.
Ti riprenderai tutto quello che pensavi di aver perso.
Tutto quello che pensavi di non aver avuto.
Non hai bisogno di cambiare.
Non devi aspettare che principi o principesse ti vengano a salvare. 
Non è una questione di bellezza.

Non cambierà il tuo volto e non cambieranno le opinioni che le persone hanno di te.
Cambieranno le tue priorità e i tuoi valori. Lì avverrà la vera rivoluzione.
Ti innamorerai di quel mestiere che pensavi non avresti mai fatto, tu che venivi presa in giro da tutti perché considerata bruttina e strana, ricordo ancora le palline di carta lanciate nei capelli e le risatine alle tue spalle. Ricordo tutto.
Non c’è un modo per dimenticare o cancellare gli eventi: devi accettarli.
Ci penserà l’arte a esorcizzarli, ci penseranno il teatro, il cinema, la fotografia, saranno loro le tue armi, i tuoi alleati con cui lenire le ferite del passato.
Fidati e affidati.
Conta su te stessa.
Amati alla follia e abbi rispetto di te stessa. 

Ti amo,
Jules ❤️️

Giulia, grazie per aver esposto te stessa e le tue esperienze. Ci vuole coraggio per sondare terreni intimi. Apprezzo il tuo modo di essere personale ma universale allo stesso tempo. 
Era questo il tuo obiettivo nella scrittura della lettera a te stessa?

Si, il messaggio che vorrei veicolare è avere sempre il coraggio di perdonarsi. Ho voluto avere parole gentili per quell’adolescente che ancora mi assomiglia. Ora voglio essere la Giulia che è cambiata e non vuole essere più cattiva con sé stessa. 

Piuttosto che regalarmi odio ho imparato ad accettarmi. E credo che tutti abbiamo bisogno di amore verso gli adolescenti che non siamo più.
Comprendo la bambina che porto dentro perché ho capito che si è trovata in situazioni difficili da gestire da sola. Eppure ce l’ha fatta. 

Perché credi che questa lettera possa essere utile per chi legge?

Non ho voluto raccontare esperienze troppo dettagliate, un po’ per proteggermi un po’ perché credo di non essere al centro del mondo. Dunque il mio obiettivo era scrivere affinché tutti potessero comprendere e comprendermi. Grazie per l’opportunità che l’Ex Mercato di Torre Spaccata mi ha dato, offrendomi carta bianca per mostrare parti di me e di ciò che sono ora. Ho cercato di sfruttarla appieno per mostrarmi trasparente.

Non avrei voluto parlare in prima persona, ma l’adolescenza è una fase turbolenta per tutti. Non vi sono tracciati da seguire, ognuno ne fa esperienza a proprie spese, dunque sarebbe stato inutile riversare parole ed esperienze specifiche di vissuto personale. 

Magari leggendo le mie parole qualcuno vi si potrà immedesimare. Anche se arrivassi ad una sola persona sarei felice. Forse è esattamente quella persona che ha bisogno di amarsi in questo momento.

Si evince dalle tue parole che la tua adolescenza non è stata un terreno facile da attraversare. Tra rabbia, incomprensioni e probabilmente atti di bullismo subiti a cui accenni in modo sfuggente. Che cosa ne hai fatto di tutto questo e che cosa resta ora?

Credo che la Giulia che riconosco oggi, abbia imparato a non vedersi come vittima di un universo meschino. 

Sono consapevole che siamo tutti vittime e carnefici di se stessi e degli altri; come chi bullizza e umilia probabilmente lo fa perché si è sentito ugualmente umiliato ed offeso in altri contesti personali. Ora mi perdono per quello che sono stata e quello che sarò, creo nuove narrazioni per me stessa. 

In particolare, l’Accademia d'Arte Drammatica mi ha insegnato ad accettarmi ed accettare l’altro per come è. La comprensione verso me stessa attraverso la recitazione ed il teatro mi ha permesso di riabbracciare quella bambina arrabbiata e strana agli occhi altrui.

Il teatro è stato per me un percorso di studio e di sperimentazione personale che ha permesso la maturazione e la reintegrazione di parti essenziali del mio carattere. Così ho anche imparato a non avere paura delle persone intorno a me, ho trovato amicizia e supporto. Mi sono sentita ascoltata, accolta dalle persone con cui ho studiato recitazione  e con le quali ancora oggi mi capita di lavorare insieme. 

Link utili e crediti fotografici: 

Giulia Carrara

Elvira Dandrea

Carmen Sorrentino

Ciro Scardamaglio

SPACC’ARTISTA 
Cerchiamo Artistə e le loro Storie 
spaccartista@asscalpurnia.it 

ASSOCIAZIONE CULTURALE CALPURNIA 
info@asscalpurnia.it – 366.920.3977

Seguici su: 

CREDITI: 
interviste, comunicazione e grafiche » Gaia Tirone 
sito e grafiche » myškin 

Categorie
News

Spacco l’Arte

Macedonia Teatro non si ferma, e oltre al Festival dell’Arte Spaccata, sta organizzando una serie di eventi culturali all’interno dell’Ex Mercato Torrespaccata.
 

Teatro, Cinema, Live Painting, Musica dal Vivo, Slam Poetry, Stand Up Comedy, Open Mic. 

Già dal 25 marzo, Macedonia Teatro ti aspetta all’Ex Mercato di Torre Spaccata. L’Officina della Cultura vuole essere punto di riferimento per creativə e la giovane compagnia teatrale sente il bisogno di creare uno spazio per artistə che hanno voglia di fare. 

Macedonia Teatro ringrazia Tommie Qubla che si occuperà della direzione artistica di uno degli eventi in programmazione; Claudia Auricchio per le grafiche; Ra-tô-ghè-ton per le illustrazioni. 

Seguite Macedonia Teatro per rimanere aggiornati sul primo appuntamento il 25 marzo, e sui prossimi! 

Per qualsiasi cosa, potete scrivere: organizzazione@macedoniateatro.it 

Grazie a tutti, vi aspettiamo!!!

Categorie
News

Festival dell’Arte Spaccata 2021

Macedonia Teatro ha realizzato il video di presentazione della prima edizione del Festival dell’Arte Spaccata 2021. 
 
Tre serate all’insegna dell’Arte, del Teatro e della Musica. 
 
Il Festival è ideato e diretto da Macedonia Teatro, una giovane compagnia romana, e organizzato in collaborazione con il team del Cinema Generazionale. A cura dell’Associazione Culturale Calpurnia e grazie al sostegno del Teatro Tor Bella Monaca

Grazie a Macedonia TeatroCinema Generazionale, a tutti gli artisti ed artiste che sono stati con noi durante il Festival! 

Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live! 

Restate aggiornati sulla nostra pagina fb

Categorie
Eventi

Roma la capitale

Venerdì 18 febbraio 2022, ore 20:00 

Roma la Capitale 

Scritto e diretto da Antonio TURCO 
Una frase, “Ho ammazzato Pasolini”. Una risposta, “Sti cazzi”. Il buio. Una immagine da minori banditi”, una camerata con tanti letti. Un signore in giacca, gilet, camicia e cravatta. 
Tutto cominciò da lì, dalla morte di Pasolini“. “Così mi hanno detto“. 
 
Due figure, un uomo e una donna emergono dal nulla, dal buio che viene illuminato dall’idroscalo di Ostia. Si sovrappongono immagini di giovani extraparlamentari in lotta con carabinieri e poliziotti, della Renault in cui c’è il cadavere di Moro, dal corteo che si ferma davanti al corpo di Giorgiana Masi, dalla figura del poliziotto che spara ad altezza d’uomo. 
 
Inizia un lungo dialogo. I due racconteranno quella storia. La donna con risentimento verso l’uomo, Renatino che spiegherà tutti i passaggi. Da Casal del Marmo dove sono stati tutti, alle borgate che diventavano quartieri dormitorio, a Campo de Fiori e Trastevere che diventavano zona di spaccio e dove gli abitanti vendevano le case a quattro soldi ai palazzinari, all’arrivo dei marsigliesi e poi alla morte di franchino il criminale, allo slogan “pijamose Roma“, alla cena di Valmelaina, ai pesciaroli. 
 
Parlerà di Diva d’Assia e del motivo per cui è morto Franchino e poi c’è stata la vendetta dei Proietti e la morte di Frank Giuseppucci. Poi arriverà a parlare del sodalizio con la camorra e della morte di Nicolino e poi parlerà del rapporto con la mafia corleonese di Pippo Calò. Qui interviene l’uomo in giacca che spiega i rapporti tra mafia e bandaccia. Lo fa guardando Renatino. E poi, mentre c’è la musica dei Pink Floyd a tutta callara di fronte al carcere, giunge la notizia che è morto Danilo che da solo è andato ad ammazzà er banchiere Ambrosoli del Banco Ambrosiano e l’hanno sparato ed è morto pure lui. Interviene ancora l’uomo in giacca che presenta Renatino. “Uno solo poteva fa er capo. Sapeva tutto quello che c’era da sapere. Renatino viene coperto con un lenzuolo nero dalla donna.” È morto per l’invidia. Lui era il principe. Il principe. Non l’imperatore. Perché Roma nun vuole capì.
L’evento è organizzato in rispetto delle misure anticovid.
Ingresso con green pass rafforzato (chi è vaccinato o guarito dal covid), tessera associativa 2022 (5€), e contributo spettacolo (3€). 

L’evento sarà anche in diretta sulla nostra pagina fb

Prenotazione obbligatoria, per info e prenotazioni tel. 366.920.3977

Grazie a tutti, vi aspettiamo!!!

Roma la Capitale 

Avete perso l’evento? Nessun problema! Guardate il video della diretta dello spettacolo teatrale. 

Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live!

Restate aggiornati sulla nostra pagina fb

Categorie
News

OSSA di Nigredo al Teatro Tor Bella Monaca

Teatro di Tor Bella Monaca – Sabato 18 dicembre, ore 21:00 
Presenta il progetto vincitore del 
Festival dell’Arte Spaccata

“OSSA” 
uno spettacolo di Nigredo 

 
Con Caterina Ardizzon, Paola Maria Cacace, Veronica D’Elia 
Testo Paola Maria Cacace 
Musiche Paolo Montella 
Illustrazioni Caterina Ardizzon 
 
Ossa, ispirato alla fiaba inuit “La donna scheletro”, racconta il viaggio di Arianna che, venendo meno alla promessa di soddisfare le aspettative della famiglia, riesce a liberarsi dall’idea che si sono fatti di lei, esce dalla sua tana e oltrepassa la zona di conne che c’è tra l’oppressione e la libertà. 
Arianna uccide la parte di sé che la lega al passato, la opprime e non la lascia respirare e lascia vivere quella che lotta per conoscere sé stessa. Il viaggio/lo spettacolo comincia quando le due identità della stessa donna – Arianna Morta e Arianna Viva – si incontrano per rivivere insieme il meccanismo soffocante della famiglia per poi compiere la scelta definitiva: lanciarsi da una scogliera, metafora del superamento del limite, che per una significa la morte e per l’altra la vita. 
 
Lo spettacolo è il vincitore del Festival dell’Arte Spaccata, organizzato da Macedonia Teatro, in collaborazione con Cinema Generazionale. Con il sostegno di Ex Asilo Filangieri, Schifa_Lab, Teatro Serra, Manovalanza, Scuola Elementare del Teatro, Macadam, Domus Ars
 
* * * 
Teatro Tor Bella Monaca 
Via Bruno Cirino 5, all’angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca (00133, Torre Gaia, Roma) 
Biglietto intero 7 Euro 
Per info e prenotazioni biglietti: +39 06 201 05 79 – promozione@teatrotorbellamonaca.it 
Categorie
News

Festival dell’Arte Spaccata, I Vincitori

Festival dell'Arte Spaccata

I Vincitori

Macedonia Teatro è lieta di presentare il podio dei corti teatrali in scena per il Concorso Teatro Spaccato, della prima edizione del Festival dell’Arte Spaccata

MEDAGLIA DI BRONZO 
Ex- aequo: 
~ ECO ~ di Elliot Teatro 
~ I CORPI DELL’ARMA ~ di Nicolò Ayroldi 

Per i vincitori è stata assegnata una residenza artistica di 50 ore presso l’Ex Mercato Torrespaccata

* * * 

MEDAGLIA D’ARGENTO 
~ LA MADONNA DEI TOPI ~ di Fucina Zero 

Alla compagnia teatrale è stata assegnata una residenza artistica presso l’Ex Mercato Torrespaccata per un totale di 100 ore. 

* * * 

MEDAGLIA D’ORO 
~ OSSA ~ di NIGREDO 

Nigredo vi aspetta con l’intero spettacolo, OSSA, sabato 18 Dicembre al Teatro Tor Bella Monaca alle ore 21.00

 
* * * 
Teatro Tor Bella Monaca 
Via Bruno Cirino 5, all’angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca (00133, Torre Gaia, Roma) 
Biglietto intero 7 Euro 
Per info e prenotazioni biglietti: +39 06 201 05 79 – promozione@teatrotorbellamonaca.it 

Scopri i tre giorni di Festival all’Ex Mercato Torrespaccata » 

Grazie a Macedonia Teatro, Cinema Generazionale, a tutti gli artisti ed artiste che sono stati con noi al Festival
Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live! 

Restate aggiornati sulla nostra pagina fb

Categorie
News

La Compagnia Stabile ASSAI, “Anime Prigioniere”

Roma, Palaeur – Sabato 04 dicembre, ore 18:00 
Il Forum Nazionale del Terzo Settore presenta: 

La Compagnia Stabile ASSAI
in
“Anime Prigionierie”. 

 
L’opera è dedicata a tutte le donne e gli uomini che subiscono “violenza di genere”. 
 
Spettacolo teatrale scritto e diretto da Antonio Turco.
 
Oggi tutti al Palaeur!
Categorie
Eventi

Festival dell’Arte Spaccata

Festival dell'Arte Spaccata

26 - 28 Novembre 2021

Il Festival dell’Arte Spaccata apre la sua prima edizione. Tre serate all’insegna dell’Arte, del Teatro e della Musica

Il Festival è ideato e diretto da Macedonia Teatro, una giovane compagnia romana, e organizzato in collaborazione con il team del Cinema Generazionale. A cura dell’Associazione Culturale Calpurnia e grazie al sostegno del Teatro Tor Bella Monaca

Scopri i Vincitori del Concorso Teatro Spaccato » 

Grazie a Macedonia Teatro, Cinema Generazionale, a tutti gli artisti ed artiste che sono stati con noi in questi tre giorni di Festival! 

Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live!

Restate aggiornati sulla nostra pagina fb

Categorie
Eventi

Festival dell’Arte Spaccata

Festival dell'Arte Spaccata

26 - 28 Novembre 2021

CONCORSO TEATRO SPACCATO

MOSTRA DI ARTE VISIVA

MUSICA DAL VIVO

Il Festival dell’Arte Spaccata apre la sua prima edizione. Si svolgerà dal 26 al 28 Novembre presso l’Ex Mercato Torrespaccata

Tre serate all’insegna dell’Arte, del Teatro e della Musica

Il Festival è ideato e diretto da Macedonia Teatro, una giovane compagnia romana, e organizzato in collaborazione con il team del Cinema Generazionale. A cura dell’Associazione Culturale Calpurnia e grazie al sostegno del Teatro Tor Bella Monaca

26 - 28 Novembre 2021

h 18.30: MOSTRA D’ARTE VISIVA PERMANENTE
• Alex D’Alascio 
Agnieszka Brzezina
Gaia Tirone
M.A.
Mila Damato
• Ratôghèton 
 
POESIE
• Sergio Biagi, autore della raccolta di poesie “Sfumature“, in vendita durante il Festival 

26 Novembre 2021

h 19.00: CORTI IN SCENA
“Eco”, Elliot Teatro
“Sono una bomba”, Nicolò Ayrodi
“Disperato Eretico Show”, Collettivo Est
“Catene”, Viviana Feudale
 
h 20.30: SESSIONE MUSICALE (Sala Méliès
• Federico Baldi
• Niccolò Tetti 
• Tommaso Maiello
• Estrels 

27 Novembre 2021

h 19.00: CORTI IN SCENA
“Oggi sono io”, Francesca Dolci & Gianandrea Nadiani 
“(S)partito contro tutte le zanzare”, Luca D’Arrigo 
“I corpi dell’arma”, Nicolò Ayroldi 
“I Buchi Bianchi”, Massimo Sconci 
 
h 20.30: SESSIONE MUSICALE (Sala Méliès
Valerio Artinio & Lorenzo Pagano 
Mass 
solochiara 
Sick boy 
Jimmy Vega 
• Dared

28 Novembre 2021

h 19.00: CORTI IN SCENA
“Ossa”, Nigredo 
“La Madonna dei topi”, Fucina zero 
“La solita scelta”, Luca di Capua 
“OPERA: MADRE”, Ex Loco 
 
h 20.30: SESSIONE MUSICALE (Sala Méliès
Fiamma Leonetti & Alessandro Lambertini 
Tommie Qubla 
 

Scopri di più sul Festival » 

L’EVENTO SARÀ IN PRESENZA CON IL RISPETTO DELLE MISURE ANTICOVID, E IN DIRETTA SULLA NOSTRA PAGINA FB.
PER INFO E PRENOTAZIONI TEL. 366.920.3977

Vi aspettiamo!!!