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Eventi Officina della Sperimentazione

Studio sulla Fame

Officina della Sperimentazione 

STUDIO SULLA FAME 

di e con Sofia Boriosi, Manuel Matteucci e Mila Damato   

Domenica 30 novembre 2025, ore 18:00  

Undicesimo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Studio sulla Fame 
di e con Sofia Boriosi, Manuel Matteucci e Mila Damato 
dramaturg: Maria Chiara Verducci 
regia: Luca Gaeta 
Studio sulla Fame
Cosa è la fame? Di cosa abbiamo fame? Ma abbiamo fame? 
Tra le pause di un una sera di servizio nel ristorante dove lavorano tre camerieri si interrogano su cosa accadrà nel loro futuro, su cosa potrebbe cambiare se non facessero più questo lavoro. 
La fame siamo in grado di sentirla? Non abbiamo pretese di risposta, cerchiamo un senso che sia umano in una generazione che si è ritrovata persa e immersa in una costante sensazione di non avere gli strumenti per costruire un domani.  

Vi aspettiamo domenica 30 novembre 2025, ore 18:00! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (5€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Eventi Officina della Sperimentazione

Under Milk Wood  

Officina della Sperimentazione 

UNDER MILK WOOD 

regia e adattamento di Mattia Spedicato 

Sabato 29 novembre 2025, ore 20:30

Decimo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Under Milk Wood  
regia e adattamento: Mattia Spedicato 
interpreti: Renato Civello, Francesca Iasi, Stefano Poeta 
sound design: Francesco Chieffo 
consulente alla traduzione: Emiliano Sciuba 

Vi aspettiamo sabato 29 novembre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (5€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

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Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Eventi Officina della Sperimentazione

Oltre i Muri

Officina della Sperimentazione 

OLTRE I MURI 

COMPAGNIA CHĀNDRAMA 

Venerdì 28 novembre 2025, ore 20:30  

Nono appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Oltre i Muri
COMPAGNIA CHĀNDRAMA 
regia: Amalia Stagnaro 
interpreti: Cecilia Andreis, Michelangela Battistella, Agnese Zorzi, Rachele Ferraro, Penelope Zaccarini, Valentina Sandri, Giulia Donini, Alice Franceschini 

Questo spettacolo nasce da uno sputo. Dal forte bisogno di liberarmi del catarro che mi intasa gola e polmoni, vederlo spiaccicato sul pavimento e fare un bel respiro di sollievo.” 
Amalia Stagnaro 

Oltre i muri è ambientato in un ospedale psichiatrico degli inizi del secolo scorso, dove per mano maschile venivano internate donne scomode, rifiutate e abbandonate dalle loro famiglie; il pretesto della prigionia era spesso l’isteria, malattia inventata per ostacolare, imprigionare o patologizzare la condizione femminile. 
Attraverso i racconti e i ricordi delle donne, la pièce vuole denunciare il maschilismo etero-patriarcale dominante annidato nella società di allora, strizzando l’occhio alle oppressioni odierne. 

Lo spettacolo 
Le ragazze sul palco vivono l’attesa. 
Lo spettacolo è una storia di attesa: le “alienate”, imprigionate in un tempus absolutum colmo di grida, chiavistelli e metodi di tortura, cercano di evadere dalle coercizioni attraverso ricordi, sogni e desideri, con la speranza che un giorno le lancette dell’orologio tornino a girare anche per loro. 
Potente e provocatorio, Oltre i muri è un continuo alternarsi tra luce e ombra, un coro di voci che si libera tra i corridoi asettici dell’ospedale, un grido che per essere sentito oltrepassa i muri, scuotendo le coscienze di ognun* di noi. 
La pièce utilizza l’espediente dell’ospedale psichiatrico come luogo fisico e metafisico per rivelare, attraverso la metafora della reclusione, la condizione ghettizzata delle donne di tutte le epoche. 

Note di regia 
La regia di Amalia Stagnaro evoca suggestive immagini onirico-poetiche che si alternano a crudi momenti di realtà.
Il pubblico, insieme alle otto attrici, raggiunge momenti di pura catarsi: luci e musica arricchiscono il linguaggio del teatro fisico che attraverso canto, danza e prosa ci travolge in una performance immersiva e trasformativa.
Lo spettacolo si svolge coralmente perché lo sviluppo drammaturgico si realizza attraverso prese di coscienza collettive, a sottolineare come la storia di una sia la storia di molte. 

È una sorta di compromesso che il nostro inconscio fa con la storia raccontata e siamo tutti coinvolti.
I sogni, che sono i custodi dei desideri spesso inespressi o intollerabili dalla coscienza, sono anche spazio denso di significato, custodi di immagini in cui, attraverso il teatro, tutti e tutte diventiamo protagonisti e partecipi.
Nei sogni c’è un ritorno alle immagini che smuovono la parte pulsante di ciascuno di noi; le internate condividono con gli spettatori sogni, desideri ed immagini che spingono tutti alla ricerca di un appagamento finale, un riscatto dell’inconscio collettivo.
Valentina Guastini 

Sinossi
L’intreccio ha inizio con la reclusione della diciannovenne Aurora nell’ospedale psichiatrico a causa delle sue capacità extrasensoriali. 
Presto scopre che anche le altre donne non sono tutte rinchiuse perché realmente pazze ma perché scomode, ribelli, lesbiche o semplicemente con il desiderio di essere libere dal dominio di un marito, un padre o un dio. 
Le storie delle recluse sono tutte a loro modo protagoniste, benché la trama ruoti intorno alle vicende personali di due donne: Aurora ed Elisabeth, l’infermiera responsabile del reparto. 
Un tempo empatica alla condizione delle pazienti, ora Elisabeth ricopre una posizione algida e distaccata nei confronti delle “alienate” e rinnega la sua condizione di donna discriminata per ricoprire il ruolo di carnefice, fino al suo incontro con Aurora. 
Le conversazioni con la giovane reclusa riaprono in lei ferite antiche e risvegliano domande messe a tacere da anni, e così la sovrintendente, per l’ennesima volta testimone delle violenze, torture e molestie dei dottori sui corpi delle pazienti, realizza finalmente di essere prigioniera dello stesso sistema. 
Con un ritrovato senso di ribellione, Elisabeth si sacrifica per Aurora e la aiuta a fuggire dall’ospedale, con l’esito di ritrovarsi lei stessa rinchiusa dall’altra parte delle sbarre. 

…specchiati sacra pazza,
che con le dita bevi in fretta,
che ti sputi nelle mani
e le piaghe disinfetti.” 

Vi aspettiamo venerdì 28 novembre 2025, ore 20:30
Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (8€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Eventi Officina della Sperimentazione

Un dì in overture

Officina della Sperimentazione 

UN DÌ IN OVERTURE 

di Irene Parisi e Matteo Vairo   

Venerdì 21 novembre 2025, ore 20:30  

Ottavo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Un dì in overture
Regia e drammaturgia di Irene Parisi e Matteo Vairo
Con: Alice Scasciafratti, Carla Giovenco, Irene Parisi
Musiche: Nico Di Ruscio
Disegno Luci: Riccardo Milani
Prodotta da: Spazio Variabile 

SINOSSI
L’opera d’arte riconosciuta come materia visibile diviene generatore di emozioni, riflessioni e reazioni che possono coinvolgere profondamente il pubblico. In analisi all’attivazione dei neuroni specchio, essa ci permette di immedesimarci e di percepire al di là della sua forma materiale, aprendo spazi di risonanza emotiva. È in questa dinamica che nascono provocazioni, suggestioni e stati interiori che l’artista intende imprimere nello spettatore. Tuttavia, l’arte non è sempre riconosciuta o accettata nei contesti istituzionali: la sua forza consiste proprio nello spostare continuamente i confini di ciò che è ritenuto bello, degno o significativo, ponendo profonde domande su un oggettivo riconoscimento di essa. La messa in discussione della filosofia dell’estetica, dimostra come l’arte non abbia mai un significato univoco, ma muti secondo epoche, culture e sensibilità. In questo senso, l’opera d’arte vive di un dialogo continuo: tra l’operatore e l’operato, tra l’oggetto e la percezione, tra l’intenzione artistica e l’esperienza suscitata nello spettatore. – “Quando si definisce arte e Come si riconosce un artista?”- 

IL PROGETTO 
Si vuole proporre una riflessione sull’effettivo riconoscimento dell’arte da quella classica alla più contemporanea e controversa. Dai differenti livelli culturali che provano più o meno considerazioni dissonanti tra il pubblico. Dall’apprezzamento economico eccessivo ad una delle frasi popolane più celebri: -“potevo farlo anche io”- Da questi pensieri ci sembra opportuno regalare al pubblico l’opportunità di vivere in prima persona l’esperienza della creazione, andando a definire l’estetica di uno dei soggetti protagonisti del lavoro e viverlo nel suo sviluppo in scena. Protagonista che sarà costretto ad interfacciarsi ad un altro individuo simile a lui se visto con occhio inesperto, ma con una differenza nell’esecuzione realizzativa dell’ abito. Difatti il secondo protagonista già all’interno di un contesto che definisce i ruoli tra “pubblico ed opera” sarà già completo della sua arte, creata appositamente da chi si definisce artista e vive l’importanza del tratto e del colore con un significato ben specifico. Una presa in giro a chi si definisce creatore e a chi ne fa da compratore, dove si passa da una profondità di senso ad un estratto quasi becero dell’opera stessa. Tutto questo è un esperimento che vuole mettere ancora una volta sul banco la domanda fondamentale del lavoro: -“quando si riconosce arte?“- “l’opera intrinseca di significati emotivi di ritenuta profonda o il tratto casuale di persone non avvezze a tali pratiche?”- . Del resto alla fin dei conti non saranno tanto differenti le opere perché nonostante le due situazioni di emergenza espresse sui due danzatori, saranno entrambi esposti alla creazione di un tratto composto da gesti primordiali ed eseguibili da tutti. La scelta della bomboletta come oggetto scenico, vuole rendere materiale la domanda sul riconoscimento dell’arte, d’altronde questo strumento è protagonista di opere che creano tutt’oggi un ambiguità riconoscitiva tra chi la reputa arte e chi la giudica come un semplice atto vandalico. 

Vi aspettiamo venerdì 21 novembre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (5€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Festino in tempo di peste

Officina della Sperimentazione 

FESTINO IN TEMPO DI PESTE 

Compagnia Teatro Popolare Peppino Liuzzi da Caprarola  

Domenica 16 novembre 2025, ore 18:00

Settimo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Festino in tempo di peste
Compagnia Teatro Popolare Peppino Liuzzi da Caprarola 
testo: A. Puskin 
con gli allievi del laboratorio La busca 2025
condotto da Ilaria Giorgi e Claudia Guidi 
FESTINO è l’esito scenico del laboratorio teatrale per non professionisti La Busca 2025 condotto da Ilaria Giorgi e Claudia Guidi per la Compagnia Teatro PopolarePeppino Liuzzi” di Caprarola (Vt) e che, da qualche anno a questa parte, Macedonia Teatro ospita gentilmente negli spazi dell’Ex Mercato di Torre Spaccata. 
 
Nasce dal desiderio di riportare in scena uno spettacolo particolarmente caro alle registe, al quale parteciparono durante il loro percorso di studi in accademia. Il testo è tratto dall’opera teatrale di Aleksandr Sergeevič Puškin ma mescola al suo interno altri brani teatrali, poetici e letterari che esplorano le tematiche vita-morte, buio-luce. 
SINOSSI
Festino in tempo di peste è il tentativo di un gruppo di resistere alla morte che gli imperversa attorno. La combriccola dissidente, in barba al pericolo di contagio, si riunisce attorno ad una tavolata in festa. Attraverso balli, giochi, colloqui con i morti e brindisi urlati al cielo, i banchettanti tentano di vivere ogni attimo che gli rimane, di strappare la gioia ai giorni presenti e futuri; per esorcizzare la paura che un dottore, da un momento all’altro, possa fargli visita e portare via qualcuno di loro.

Vi aspettiamo domenica 16 novembre 2025, alle 18:00! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (3€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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ARDEA. Memorie da un fiume

Officina della Sperimentazione 

ARDEA. MEMORIE DA UN FIUME 

di Collettivo ImparaNoia   

Sabato 15 novembre 2025, ore 20:30   

Sesto appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

ARDEA. Memorie da un fiume 
Collettivo ImparaNoia 
regia: Caterina Piotti 
animatrici: Chiara Mirta Buono, Elisa Cardoso, Laura Casali, Lucia Fiorani 
scene: Lucia Fiorani 
musiche originali: Chiara Mirta Buono 
Dove va a finire la memoria? Cosa ne resta?
Un interno casa, abitato dal ricordo di un’anziana signora, cade a pezzi. A poco a poco, le rovine di quella casa vengono sommerse dall’acqua della foce di un fiume. Il paesaggio ora ospita un Airone, simbolo di rinascita, che sta per costruirsi il nido: una nuova casa per una nuova vita. L’animale si imbatte negli oggetti che stanno per disperdersi una volta che avranno superato il confine tra fiume e mare. Ognuno di loro contiene in sé la storia delle vite umane di cui sono stati silenziosi spettatori prima di essere abbandonati.
In questa foce del fiume si accumula tutto ciò che, nonostante il suo significato, è stato dimenticato alla fine del mondo. 
PREMI, MENZIONI E SOSTEGNI: 
– tutoraggio di Alessandra Amicarelli e Beatrice Baruffini per il progetto finale di Animateria 2025 
– residenza presso Teatro in Stalla 
– residenza presso lo Spazio Fontanili all’interno del Progetto Semenzaio 
– selezionate per la residenza di Gran Paradiso dal Vivo del bando TerreAlt(r)e 2025 
– selezionate alla prima fase di Progetto Cantiere 2025 
– selezionate a Inventaria 2025 nella sezione demo 
– vincitrici del concorso InCorti da Artemia 2025 
– vincitrici del concorso Teatro Spaccato di Associazione Culturale Calpurnia di Roma e Macedonia Teatro 

Vi aspettiamo sabato 15 novembre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (5€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Il Fratello di mio Fratello

Officina della Sperimentazione 

IL FRATELLO DI MIO FRATELLO 

di Silvia Bazzini 

Venerdì 14 novembre 2025, ore 20:30  

Quinto appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

Il Fratello di mio Fratello Scrittura e regia di Silvia Bazzini 
Coproduzione: “nasca il teatro” di Ippolito Chiarello (LE) 
Vincitore: Festival dell’Arte Spaccata 2025 – Roma, Bando Solitarie 2025 

Il Fratello di Mio Fratello” è un’indagine intima e non lineare sulla funzionalità socio-emotiva della famiglia contemporanea e allargata. Attraverso il racconto di una saga familiare che attraversa diverse generazioni, lo spettacolo esplora come situazioni precarie e in continuo cambiamento possano plasmare la crescita di un individuo.

La narrazione si snoda attraverso cinque capitoli:

  • Io e Mia Nonna“: Un’estate trascorsa ad accudire la nonna diventa il punto di partenza per un viaggio a ritroso nel tempo. 
  • Mia Nonna e Mia Mamma“: Nel 1965, la nascita della madre dell’autrice ci trasporta in un paese di provincia in fermento per l’incremento dell’industria tessile, dove le aspirazioni e i ritmi di vita della classe operaia, prima contadina, contrastano con quelli delle generazioni successive. 
  • Mia Mamma e Mio Papà“: L’incontro, l’amore e la nascita del fratello maggiore nel 1989, un ritratto di una famiglia in un determinato periodo storico.
  • Io e Mio Fratello“: La nascita dell’autrice nel 1991, e il racconto del complesso rapporto con il fratello maggiore, segnato da amore, distanza e diversità. Un’esplorazione di come le dinamiche fraterne influenzino lo sviluppo individuale.
  • Tutti Quanti“: Separazioni, nuovi partner e fratelli acquisiti compongono un mosaico familiare in continua evoluzione. Il legame tra la sorella e il compagno della madre, Beppe, diventa il fulcro di una riflessione sulla natura dei legami affettivi. 

Il Fratello di Mio Fratello” è un testo che offre uno sguardo alternativo sulle dinamiche familiari, dove la precarietà diventa terreno fertile per la crescita e l’adattamento. Lo spettacolo, che vede in scena una singola interprete, si sviluppa in una scenografia essenziale, dove pochi elementi scenici evocativi sostengono la forza del testo e della narrazione. Il linguaggio adottato è quello classico della prosa. La semplicità degli oggetti di scena, capaci di assumere molteplici significati, vuole essere un omaggio al teatro classico, dove l’immaginazione dello spettatore è chiamata a completare la scena.

Vi aspettiamo venerdì 14 novembre 2025, alle 20:30!

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (2€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
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20th Century Dux

Officina della Sperimentazione 

20th CENTURY DUX 

di Ludovico Cinalli   

Venerdì 24 ottobre 2025, ore 20:30  

Quarto appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

20th Century Dux  
Scritto, diretto e interpretato da: Ludovico Cinalli 
Sound design: Gianmaria Tantimonaco 
Produzione esecutiva: Progetto Goldstein
Progetto ospitato in residenza a Teatri di Vita nell’ambito del programma Artisti nei Territori della Regione EmiliaRomagna (2024) e di Residanze di Primavera (2025)

SINOSSI 
Chi era Benito Amilcare Andrea Mussolini? Cos’è stato il Fascismo in Italia? Ma soprattutto: cosa c’entra Friends con la nascita dei Fasci di Combattimento? Per queste e altre fantastiche domande c’è 20th Century Dux: uno spettacolo che si pone sostanzialmente l’obiettivo di fondere la storia e i MEME, dimostrando che con leggerezza e un po’ di sano spirito critico si può ironizzare su tutto, persino sul ventennio più buio del nostro Paese. 

Benni è un eroe? È un cattivo? È un cattivo eroe? Benni è solo il protagonista degli eventi – a volte comico, a volte drammatico – ed è attorno a lui che questo progetto prende forma. Utilizzando un linguaggio che passa dal TEDx alla stand-up comedy, l’argomento fascismo è una patata bollente che Ludovico – con musica, citazioni trash e pop, proiezioni e ambienti sonori – si scambia con il pubblico. Potrebbe essere forse questo lo spettacolo di cui la Sinistra in Italia ha bisogno per sprofondare definitivamente nel baratro? 

TEMATICHE 
Il Ventennio fascista in Italia: capitolo 12 del mio libro di storia al liceo. Quello del Fascismo è un tema che fin da giovane balilla mi ha sempre affascinato; Oggi, dopo più di dieci anni e in un’Italia a tinte sempre più scure, quella fascinazione è diventata una necessità, ho sentito il bisogno di raccontare gli avvenimenti di quegli anni in un modo diverso: più fresco, più ironico, più social. Partendo dalla fondazione dei fasci di combattimento del 1919 fino ad arrivare al 25 aprile – data della Liberazione e del compleanno di uno dei due interpreti – il viaggio all’interno del ventennio più spumeggiante d’Italia sarà un road trip pieno di colpi di scena, anche se, spoiler: alla fine il protagonista muore. La narrazione toccherà i momenti ritenuti da noi più salienti, combaciando a volte con notizie più mainstream e altre con chicche e aneddoti sconosciuti ai più. Si parlerà del Benito socialista, del Benito Duce 2.0, della Marcia su Roma, di Matteotti, della Royal Family (i Savoia naturalmente), della politica interna ed estera, della guerra, di Hitler e di molto altro ancora; il tutto con un unico obiettivo: permettere allo spettatore di guardare alla Storia con un occhio diverso dal solito e permettergli di sviluppare un pensiero più leggero e privo di sovrastrutture. Inoltre, un altro aspetto fondamentale del lavoro, è quello di provare a raccontare l’Italia di oggi grazie all’Italia di ieri, cercando di mettere a nudo le magagne, i pensieri e l’animo degli italiani che certamente da quel Ventennio sono cambiati… forse. In questo modo, la storia e la contemporaneità si intrecceranno, dando vita a spunti e riflessioni costanti sul nostro tempo prive di giudizio o di qualsivoglia retorica. 

NOTE DI REGIA 
In scena c’è un losco figuro vestito di nero, Ludovico Cinalli – attore, autore e regista del testo – che è lì sul palco con un unico obiettivo: quello di dare vita ad uno spettacolo che parli di Benito Mussolini. Prendendo spunto dalle formule del TEDx e del programma TV Propaganda Live, viene fuori un prodotto che parla della storia e della contemporaneità in maniera unica e personale attraverso l’improbabile fusione del linguaggio di Diego “Zoro” Bianchi con quello del Professor Barbero. Il tono è colloquiale e leggero, ma mai superficiale. In alcuni momenti le parole vengono masticate e rielaborate dalla loop station, in altri vengono accompagnate o supportate dalla musica, dalle proiezioni, da clip video e audio, ma soprattutto da MEME di dubbio gusto partoriti dalla mente logora del povero Ludovico. Si profila dunque una performance ibrida nella quale l’interprete è alla costante ricerca del confronto col pubblico, un lavoro vivo e pulsante che fa sì che l’argomento storico non rimanga mai cristallizzato in un tempo passato. Lo spettacolo segue le regole ferree del ritmo televisivo e si tratta a tutti gli effetti di uno show multilinguistico e multimediale nel quale l’attore, con brillante cialtroneria, invita a partecipare anche gli spettatori, ma non troppo. 

Vi aspettiamo venerdì 24 ottobre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (7€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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Eventi Officina della Sperimentazione

IFIGENIA. Disappearing Act

Officina della Sperimentazione 

IFIGENIA. Disappearing Act 

Collettivo Commestibile   

Sabato 11 ottobre 2025, ore 20:30  

Terzo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

IFIGENIA. Disappearing Act
Collettivo Commestibile 
con Francesco Baraldi, Vanda Bovo, Giovanni Lopez, Paola Mattia, Elena Pavan, Valentina Rotta 
regia e drammaturgia di Anna Battistella 
arrangiamenti musicali e composizioni di Simone Trevisan
contributo artistico e voice over di Esse E. Folgoni 
maschera di Tommaso Radaelli 
abito fantasma di Giorgia Padovan 

Progetto vincitore V edizione del Festival dell’Arte Spaccata | Roma
con il sostegno di NeONPadova 

IFIGENIA – Disappering Act | primo studio

Chi sono coloro della cui immolazione si nutre ogni giorno un sistema di potere escludente? Che tipo di sacrifici vengono indotti nei corpi socializzati come femminili, spingendoli alla morte e alla sua inerme accettazione? E infine, qual è il legame con le specie non umane che sfruttiamo e consumiamo? 

Liberamente ispirato a Ifigenia in Aulide di Euripide, lo spettacolo pone al centro dell’indagine il rito sacrificale della giovane vergine e la sparizione del suo corpo in favore del trionfo della patria e della guerra. Le dinamiche relazionali si muovono da un clima di cura, ludus e sorellanza verso azioni di cameratismo, disciplina e mascolinità tossica che portano la collettività in scena ad agire come organi di un unico animale tenuto a digiuno dai propri domatori. Il punto nevralgico delle metamorfosi corali pulsa nella bocca, spazio nel quale si determina il rapporto tra i corpi. Essa è apertura desiderante che bacia e morde con affetto nei momenti iniziali, e che mano a mano che la storia prosegue sviluppa una fame vorace verso la vittima designata, mettendo in atto una caccia liminale dove i confini tra love bombing e cannibalismo si sfumano. L’utilizzo stesso della parola si districa tra canti polifonici, sussurri segreti e proiezioni visive, laddove viene negato il diritto all’esistenza.

IFIGENIA – Disappearing Act non vuole essere una mera commemorazione, ma un’azione collettiva e generativa volta a interrogare i corpi che rimangono, ad incorporare la sparizione delle nostre sorelle uccise, con l’augurio che, facendole agire in noi e tra di noi, possano in fondo vivere per sempre.

Ho l’impressione che questa società sia ancora pronta a sacrificare il corpo delle donne per farsi buon ventoMichela Murgia 

Vi aspettiamo sabato 11 ottobre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (5€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
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La costanza del buio

Officina della Sperimentazione 

LA COSTANZA DEL BUIO 

di Alessia Giovanna Matrisciano 

  Venerdì 3 ottobre 2025, ore 20:30  

Secondo appuntamento della terza edizione dell’Officina della Sperimentazione

La costanza del buio  
di Alessia Giovanna Matrisciano 
regia: Sergio Biagi 
con Samuele Gambino e Luisa Pacilio  

La costanza del Buio, un testo che propone un’indagine sulla depressione e sui rapporti disfunzionali. Una lei e un lui. X e Y. Dopo quattro anni di separazione, Y si insedia a casa di X per offrirle il suo aiuto. X, già sprofondata nel suo stato depressivo, rimane intrappolata in una relazione ai limiti dell’umanità, un perpetuo canino, una sottomissione. X sparisce nelle immagini degli altri: la cena fuori, il momento del riscatto che poi non si compie, la corsa in ospedale per un crollo emotivo, la rappacificazione. Y non la vede, non la ascolta, considerandola solo in funzione della sua rincorsa all’apparenza rispetto alla sua stessa figura di “maschio”. 
Un rapporto soffocante e parassitario, il tracollo della relazione che si instaura tra i due amanti e la sua fine. 

Il testo non è una regressione dal punto di vista ideale ed ideologico rispetto alle attuali lotte ed emancipazioni dal punto di vista del rapporto tra generi, ma un pugno in retrospettiva rispetto alle imposizioni culturali che permeano la nostra realtà, il nostro modo di vedere il mondo. 

Perenne, sullo sfondo, la figura di un Cane, compagno fedele, ma spesso trascurato, della protagonista. Silenzioso testimone, destinato, all’ abbandono, al canile. 

Rinchiusi cosa diventiamo? Amanti fedeli, sottomessi o crudeli? In un canile siamo cani che abbaiano o che piangono? 

Data la costante presenza di questa figura nella drammaturgia, ma senza un impatto diretto sugli eventi della stessa, ho deciso di trasporre questo elemento canino nei corpi dell’attore e dell’attrice. Partendo da questo immaginario bestiale, lavorando sulla fisicità e i rapporti animali è stato chiaro quanto umani in realtà siano la sottomissione e la dominanza, la conseguente connessione è il panorama cinematografico degli anni 60’, in cui si iniziavano a presentare con insistenza certe tematiche riguardo alla figura della donna, quasi sempre trattate come una diretta e giusta critica rispetto ad un mondo che cambiava e che molti non avevano il coraggio di affrontare, sicuramente un cambio di direzione è stato fatto, come altrettanto sicuramente una certa rotta è rimasta, come possiamo vedere e sentire dal mondo intorno a noi.

L’estetica degli anni 60’, brillante con le sue ombre lunghe, si unisce all’estetica tra post punk e grunge, paradigmi del mondo depressivo in cui la protagonista cade e si lascia, attuando alle estreme conseguenze il suo momento psicologico.

L’unica valvola di sfogo per X sono i podcast true crime. Una realtà in cui tutto sembra concesso, un astrazione del dolore e una catarsi per le emozioni che non si dovrebbe provare. Un elemento richiamato anche scenicamente per raccontare con crudele quotidianità le parole più drammatiche. Un podcast però interrotto, un radiodramma futuristico che muore.
Che sfocia però nel reale quando X rimane incastrata in quelle stesse vicende. Un ribaltamento su più piani. Tradita dal suo affidarsi ,dopo essere stata costretta al ricovero psichiatrico da Y, al suo ritorno, lo ucciderà. Un omicidio di una donna nei confronti di un uomo, un voler uccidere quel passato, quelle modalità, per una liberazione personale e del genere tutto. 

Nella sua fine il podcast è un Messaggero tragico, per spettacolarizzare il dolore, il malcontento, renderlo porno al punto giusto, così fa audience, un addio in grande stile alle precedenti puntate. 

Vi aspettiamo venerdì 3 ottobre 2025, alle 20:30! 

Ingresso con contributo associativo (5€) e contributo specifico artistə (2€)

INFO, PRENOTAZIONI, DUBBI E DETTAGLI: organizzazione@asscalpurnia.it 
Prenotazione sempre molto consigliata! 

EX MERCATO DI TORRESPACCATA – Viale dei Romanisti, 45 

Panem et circenses 
Il Bar Mangiafuoco, antistante l’Associazione, sarà aperto e attivo durante le serate come punto ristoro! 

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