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Eventi

Fragola Eclettica

Spacco l’Arte 

Fragola Eclettica 

Venerdì 20 maggio 2022, dalle 19:00  
Il 20 maggio 2022 ci sarà un nuovo evento organizzato da Macedonia Teatro. Open Mic, Live Music, Slam Poetry e Live Painting all’Ex Mercato di Torre Spaccata. Tutto dal vivo! 
 
Il programma della serata:
 
SpaccioPoesiaInMusica con: Alessia Giovanna Matrisciano, Chiara Cappelli 
 
LIVE PAINTING con: Mariano de Lorenzis, Martina Abbruzzetti, Louise d’Angle 
 
MUSICA DAL VIVO
 
OPEN MIC variegato e multiforme, una fucina spontanea di artistə ecletticə
Per l’open mic sono ufficialmente aperte le iscrizioni. Potete mandare una mail a organizzazione@macedoniateatro.it scrivendo nome e cognome; oppure in DM sui profili facebook e instagram di Macedonia Teatro
 
SPRITZ E PATATINE 3 € grazie al Bar 33 Giri
 
Macedonia Teatro racconta: “Aggiungiamo un ingrediente dolce alla nostra Macedonia. Anche se non si vede, abbiamo un cuore tenero“. 
L’evento è organizzato in rispetto delle misure anticovid. 
Ingresso con green pass rafforzato, tessera associativa 2022 (5€) se non si è già soci.
L’evento sarà anche in diretta sulla nostra pagina fb

Grazie a tutti, vi aspettiamo!!!

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Attività

Script Lab: Stimola le tue idee

Per i sabati di giugno 2022, all’Ex Mercato Torrespaccata, abbiamo programmato Script Lab, il laboratorio di scrittura creativa e sceneggiatura con Roberta Sciuto

Roberta Sciuto, giovane scrittrice emergente, è autrice di due romanzi appassionanti e ribelli come lei. S’intitolano: “Luce. oltre i confini del pensiero” pubblicato con Land Editore (2020) e “Anime Comunicanti” (2021) pubblicato con Porto Seguro Editore
Venerdì 20 maggio 2022, Roberta si troverà al Salone Internazionale del Libro di Torino con Land Editore per il firmacopie di “Luce. oltre i confini del pensiero”. E noi saremo lì con lei in diretta Facebook. La prossima settimana vi daremo nuove informazioni per seguirci live!
 
Roberta sarà la nostra team leader per creare e stimolare l’immaginazione grazie allo Script Lab in programmazione.

Cinema, sceneggiature, colonne sonore ed immagini evocative per sperimentare. Il laboratorio creativo è pensato per chi ama scrivere e si vuole cimentare su esercizi pratici e modelli stimolanti. 

Tutti i sabati di giugno vogliamo dar vita ad una fucina creativa di appassionatə cinefilə e giovanə scrittorə. 

Il progetto vuole tendere a valorizzare le opere d’ingegno di ragazzə che si vogliono affacciare al mondo editoriale e/o della sceneggiatura cinematografica. 

Le opere di scrittura creativa più originali e sperimentali nate all’interno dello Script Lab saranno integralmente pubblicate sul sito dell’Ex Mercato di Torre Spaccata. 

PER INFO E PRENOTAZIONI: 

La nostra coordinatrice, Roberta Sciuto, 389.185.4327 – robisciuto@gmail.com 

info@asscalpurnia.it – Marco Marinelli 366.920.3977 

Le prenotazioni ci servono per capire il numero dei partecipanti al fine di svolgere il tutto nella massima sicurezza per tuttə. 

COSTO di ogni laboratorio  10€ + tessera associativa annuale 5€

Script Lab: Stimola le tue idee

CALENDARIO GIUGNO 2022
Tutti i SABATI, ora 14:00 - 16:00

04/06/2022

11/06/2022

18/06/2022

25/06/2022

COSTO di ogni laboratorio 10€
+ tessera associativa annuale 5€

PER INFO E PRENOTAZIONI: 

La nostra coordinatrice,
Roberta Sciuto, 389.185.4327 – robisciuto@gmail.com 

info@asscalpurnia.it – Marco Marinelli 366.920.3977 

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SPACC'ARTISTA

Alessia Eva Cerioli

Arte Esoterica: Oltre la superficie in pittura

Superficie e profondità, due facce della stessa medaglia, in fondo. L’una necessità dell’altra per assumere senso proprio. Consapevoli degli abissi del nostro essere dannatamente umani, sveliamo profondità emotive attraverso la sottile superficie epidermica. 

L’arte coinvolge i sensi, intensifica percezioni e concede interpretazioni soggettive che vanno al di là della volontà dell’autore. Arte non è imposizione. L’arte è libertà di guardare oltre il senso stretto delle cose. La pittura si fa materia concreta per idee, concetti, pensieri, emozioni. 

Questa settimana siamo impazienti di farvi conoscere le opere di una giovanissima artista che attualmente espone a Bologna e Lodi. Si chiama Alessia Eva Cerioli e frequenta l’Accademia di Brera. Offre una visione artistica e pittorica che va oltre la mera prospettiva terrena. 

Dal 13 al 27 Maggio 2022, Alessia espone alcuni dipinti, che fanno parte della ricerca “Tempio“, in occasione della mostra personale dal titolo “Condottieri della Luce” presso il Caffè Letterario di Lodi (via Fanfulla 3, 26900). 

Con parole sintetiche descrive l’universo empatico ed astratto generato attraverso le sue tele: 

«L’arte che professo è un’arte rituale, volta ad oltrepassare le finestre della realtà e ad aprire gli occhi su orizzonti mistici. 

Le vedute che dipingo sono visionarie, rappresentano ciò che vedono le entità a cui mi riferisco, da dove esse sono collocate. In altri casi invece cerco di racchiudere l’essenza ed il sentimento che sperimento, evocandone l’immagine mentale ed energetica. 

Mi interesso di mistica anche per lo studio del “bene” e del “male”, trovo ci debba essere una mescolanza tra i due per poter comprendere veramente quella che è l’essenza dell’essere umano. 
La spiritualità per come la vivo in prima persona mi è necessaria per connetterti all’io interiore, legato al mio destino personale. 

Le mie creazioni hanno il fine di connettersi all’anima interna delle persone e aprire nuove porte verso orizzonti sconosciuti o dimenticati. Non deve essere necessariamente una connessione religiosa, lo spirituale pervade tutte le cose. L’interpretazione dunque rimane libera, non impongo costrizioni, come è libero il sentimento provato davanti ad esse. 

Amo la profonda sincerità delle cose perché essa stessa è legata alla propria verità personale. 

L’arte ha la capacità di smuovere qualcosa di profondo, risvegliare la passione dimenticata che dimora in noi e ci accompagna nelle nostre vite.» 

Alessia, come intendi l’arte in generale e quale credi che sia il tuo modo, la tua strada? 

Credo che l’arte possa essere una strada per intraprendere un percorso introspettivo di conoscenza del sé, indipendentemente dal giudizio altrui. Queste mie parole sono dettate dall’esperienza.

Tutto quello che faccio ha la sua origine dal figurativo, perché è da lì che sono partita ed è lì che ha preso piede il mio interesse per le tematiche simboliste ed esoteriche. Dallo studio del figurativo sono passata alla performance artistica e all'arte come vita per andare oltre.
Come se l'arte fosse un prolungamento della nostra visione e della nostra anima. 

Da dove origina questo interesse spirituale da cui trai ispirazione per le tue opere?

Sono cresciuta in un ambiente familiare dove l’elemento mistico è sempre stato pane quotidiano. I miei genitori si occupano di vetrate artistiche per i luoghi di culto. Dunque questa sensibilità mi appartiene e ne sono consapevole.

Dopo un periodo di ribellione ed esplorazione personale ho iniziato a studiarne i simbolismi a modo mio. Mi ispiro molto alle letture che faccio.

Nel percorso di studio per la tesi Triennale analizzai il percorso della catarsi dell'anima, che si libera dalla caverna dell'oscurità arrivando alla rinascita spirituale.
Lì incontrai René Guénon, Elifas Levi e San Giovanni della Croce e poi fu tutto un involucro di curiosità.

In questo periodo sono molto interessata all’esoterismo dietro la figura del Re Salomone.

Invece i pittori che attualmente mi guidano sono Turner e Rothko, ma non mancano i grandi del Rinascimento, non posso dimenticare nessuno, sono parte di me e mi hanno accompagnata anche loro. 

Il titolo dell’opera che hai scelto di mostrare è “Il Drago delle Tempeste“, come spiegheresti il suo significato? 

I colori mi ricordano i draghi cinesi nel periodo dei festival per la rinascita dell’anno che precede la primavera. 
E la primavera è sempre stata una rinascita per me, più che il primo di gennaio.

C’è qualcosa nell’aria che rende il tempo diverso, una specie di tensione che ti indica che sta per succedere qualcosa di nuovo. E quindi si deve ripartire!

Si parte per andare verso la parte sconosciuta di se stessi (o del mondo). 

L’opera farà parte della mostra presso la Galleria de Marchi (via Portanova 1/d, 40123) dal 14 al 23 Maggio 2022, a Bologna.

Per quale motivo hai deciso di essere artista, pittrice e performer?

Guarda, sinceramente ho sempre avuto molta paura di intraprendere questa strada. Ho fatto altri mille lavori. Ma l’arte è sempre stata la mia terapia, il modo per mettermi a nudo. Ora che ne ho una maggiore consapevolezza sono pronta a dare tutte le mie energie a questa strada.

Ognuno di noi parte impreparato, d’altronde, in qualunque ambito, nessuno è impavido dal principio. Credo sia necessario calibrare il passo strada facendo.

Referenze e link: 

Alessia Eva Cerioli

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Attività

Workshop Danza Orientale

Domenica 15 maggio 2022, ore 10:30 – 13:00 

Workshop Danza Orientale 

con Michela Monaco, danzatrice, insegnate e coreografa 

Domenica 15 maggio, Michela Lombardo, ci farà conoscere il valore artistico della Danza Orientale e la necessità di una sua rivalutazione sul piano artistico e culturale. 

Cosa faremo insieme? 

· Introduzione alla pratica della “Danza Orientale”; 
· Insegnamento della tecnica e dei movimenti; 
· Studio di una coreografia insieme a Michela Lombardo

Il laboratorio è aperto a tutti, principianti e non, ed è utile portare con sé un velo di tessuto leggero del colore che preferite. 
 
Chi vorrà, potrà rimanere con noi per pranzo e saremo felici di condividere insieme un momento conviviale.
 
Di seguito troverete tutte le info per la prenotazione al workshop. 
PER PARTECIPARE AL LABORATORIO è necessario contattare la nostra insegnante Michela (392.670.3667) al fine di avere contezza del numero dei partecipanti e poter svolgere tutto in totale sicurezza. 
Oppure potete scriverci per mail a: info@asscalpurnia.it 
COSTO di ogni workshop 25€ + tessera associativa annuale 5€
PRANZO INCLUSO
Workshop 

CALENDARIO 2022
ora 10:30 - 13:00

> Domenica 15/05/2022

COSTO di ogni workshop 25€
+ tessera associativa annuale 5€

PRANZO INCLUSO

PER INFO E PRENOTAZIONI: 
info@asscalpurnia.it  

La nostra insegnante,
MICHELA LOMBARDO 392.670.3667

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“Abbiamo fatto”

Come abbiamo già detto, nei primi giorni dell’anno, che stavamo progettando una serie di eventi dedicati e realizzati da giovani: “Abbiamo fatto”. 
 
Il 20 maggio 2022 ci sarà il terzo appuntamento “Open Mic”, per noi anzianotti, evento di giovani cantautori! Fino ad oggi ha ricevuto un successo non indifferente di pubblico giovanile e non solo.
Gli appuntamenti per questa prima edizione si concluderanno il 25 giugno 2022 a Testaccio all’Altra Economia: Sala Asia
 
Come ci hanno abituato le ragazze, ci sarà una prima parte dedicata alla street art durante la quale completeranno il primo “murales” che successivamente verrà esposto a vista su via Settimio da Vico, così tutti avranno facilmente modo di vederlo ed ammirarlo. 
 
Abbiamo altresì mantenuto il nostro impegno circa i corti teatrali e cinematografici dando la possibilità a giovani registi ed autori ed attori a presentare le loro opere. 
 
Al momento il lunedì con due compagnie, una la mattina ed una la sera, il mercoledì uguale, il martedì e il giovedì mattina un’altra compagnia, il sabato mattina dedicato al teatro sociale. Anche questo è un grande impegno ma pieno di incontri interessanti. 
 
Non dimenticando che parte dell’associazione sta continuando a far funzionare il banco alimentare, il giro vestiti ed il giro mobili.
 
Sta iniziando a diventare importante la collaborazione con le persone in difficoltà giudiziarie e non, tant’è che a breve riusciremo a far funzionare la libreria sociale
 
La palestra sta funzionando, coloro che se ne occupano stanno creando una bella atmosfera, “abbiamo anche una piccola campionessa tra di noi”.
 
Non mettiamo nessun nome delle Compagnie, delle associazioni, che stanno insieme a noi realizzando tutto questo, perché la loro forza è la condivisione. I loro nomi li leggerete ai vari eventi.
 
Qui vi aspettiamo per tutto questo!!!!!
 
Come sempre stiamo lavorando per stupirci e stupirvi, ovverosia: due appuntamenti annuali uno per i corti teatrali ed uno per i giovani cantautori, in un importante teatro al centro di Roma. Uno spazio televisivo per i giovani cantautori. Questo è un impegno organizzativo un po’ più grande. 
 
Ci fa piacere dire che da Marino fino a Balduina, passando per l’Eur, San Giovanni ed arrivando fin dalle parti di Fiano Romano e di Latina, queste sono le zone in cui vivono coloro che stanno lavorando a tutto questo.
 
Sottolineiamo ciò perché questa è la realtà della quotidianità degli organizzatori dei vari eventi, come varia è la loro età dai 20 ai 70 anni, la conoscenza della diversità non fa paura ma crea cultura, questa è la forza di questo gruppo.

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Massimo Sconci

Specchio specchio delle mie brame, il teatro serve per dialogare 

Con Massimo Sconci esploriamo in modo soggettivo il mestiere dell’attore. Vive a Roma, ma torna spesso a L’Aquila, dove è nato. Ama il teatro e crede che, come ogni altra forma d’arte, sia uno specchio della società.

Si impegna per portare davanti al pubblico un teatro di parola. Gian Maria Volonté è l’attore che definisce come maestro iconico e modello personale.

Come descriveresti il teatro? 

Ho sempre visto il teatro come un mezzo di comunicazione. Credo che possa essere inteso come luogo di scambio a livello empatico. Grazie ad esso si possono instaurare dialoghi lavorando a livello emotivo e narrativo.

Il teatro oggi è necessario per se stesso e per le proprie sperimentazioni contemporanee. Credo che il pubblico sia l’elemento imprescindibile per essere efficaci. 

Senza testimoni oculari il teatro viene meno, il palcoscenico si svuota di senso. Qui troviamo il suo essere allo stesso tempo espressione artistica e mezzo di comunicazione per raccontare la società in cui viviamo. 

Il periodo pandemico ci ha insegnato il valore delle persone in sala. Senza un pubblico e porte aperte il teatro stesso perisce. 

Come ti piace intendere il mestiere dell’attore? 

Questi ultimi anni di ripresa del settore culturale, ci hanno insegnato anche che la qualità vince sulla quantità. Come nella comunicazione, non importa quante parole si mettono insieme, è fondamentale trovare quelle giuste. Dunque, credo che essere attore sia un mestiere complesso, ma necessario per veicolare una forma di dialogo efficace. 

L’Aquila Nuova1 è il titolo della drammaturgia che hai scritto, diretto e portato in giro per l’Italia. Parla della tua città sotto le macerie, parla di distruzione e ricostruzione.
Perché hai deciso di affrontare un tema tanto sofferto? Quale è il messaggio che volevi comunicare?

Mi sentivo in diritto di farlo essendo Aquilano. Credevo fosse necessario portare sul palco un punto di vista soggettivo.

Ho scelto di prendermi la responsabilità di raccontare con tono satirico e ironico quello che per molti è rimasto un fatto di cronaca sui giornali. La prima intenzione era riflettere con i miei concittadini, volevo raccontare la memoria condivisa di un fallimento urbanistico, politico e sociale. Credo che dopo più di dieci anni dal terremoto del 2008 abbiamo ancora bisogno di una città nuova. 

“L’Aquila Nuova” ha bisogno di nuovi Aquilani, prima di tutto. La faticosa ricostruzione è stata fondamentale per riprendere in mano la quotidianità. Ma è necessario riconoscere che non sono gli edifici a fare le persone. 

L’Aquila ha bisogno di nuova linfa, di persone nuove. L’Aquila che vorrei vedere è abitata da cittadini che si sono scrollati il passato di dosso.

Il teatro di parola per raccontare il mondo. Con lo spettacolo dal titolo “I Buchi Bianchi2 hai utilizzato lo stesso tono satirico e scenografia scarna.
Hai deciso di raccontare una realtà che non ti appartiene:
La guerra in Siria. Perché?

Si, è vero il conflitto siriano non mi appartiene, ma non lo ho mai visto come una realtà troppo lontana da me. 

Mi interessa ed è per questo che ho voluto studiare ed approfondire le sue dinamiche di distruzione e ricostruzione. In qualche modo, queste due parole contrapposte legano sotto un medesimo denominatore due continenti. Oriente ed Occidente che trovano terreno comune in due drammaturgie che ho scritto e diretto.

Ritroviamo lo stesso tono ironico, ma con un’intenzione alla base diversa. Non sono siriano, dunque è una realtà che non ho vissuto in prima persona. Sentivo la necessità di portare il tema fuori dalla cronaca giornalistica. Sentivo il bisogno di metabolizzare le narrazioni in prima persona che avevo ascoltato attraverso il lavoro di divulgazione ed informazione delle associazioni culturali che frequento, tra cui l’associazione culturale Ararat3.

Anche per questa drammaturgia ho scelto di parlarne in modo soggettivo, ma non dal mio punto di vista. Assumo il ruolo di narratore, che attraverso la parola ripercorre la storia di Ahmir, un ragazzo tenace dal volto segnato che non si abbandona, tenta ogni giorno di ricostruire la sua vita da sotto le macerie della guerra. Ahmir continua a guardare il mondo con occhi nuovi, nonostante tutto. 

Trovo solo una differenza tra le macerie aquilane e quelle siriane: le prime sono causate da un evento naturale catastrofico; per le seconde invece, è l’uomo stesso a distruggere. 

Quale è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso il tuo lavoro? 

Credo che il mestiere dell’attore sia una professione responsabile. L’attore deve essere consapevole dello spazio scenico come deve praticare la consapevolezza nel mondo che lo circonda. Non si può ridurre al concetto di maschera, dell’interpretazione di un ruolo, qualunque esso sia. 

Dunque, che messaggio voglio trasmettere? Consapevolezza e responsabilità. Ho scelto questo mestiere perché attraverso di esso mi sento concretamente immerso nella realtà presente ed attuale. 

Crediti fotografici articolo:
Ritratto fotografico per la copertina: 

Angelo Difazio

Referenze e link: 
 
L’Aquila Nuova, Dieci anni dopo“, Muspac, 29 marzo 2019 

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CineSpacco Festival

CineSpacco Festival

SETTEMBRE 2022 _ EX MERCATO DI TORRE SPACCATA 

Open Call 

L’Associazione Culturale Calpurnia, sotto la direzione (poco) artistica di Silvio Leonardo “Tiki” e la ultravisione di Macedonia Teatro, apre una CALL per giovani aristə esordienti del settore cinematografico, che abbiano voglia di mostrare e condividere un loro cortometraggio in un’occasione (assolutamente informale ma organizzata con estremo amore) di festa e di condivisione! 

Scopri di più sul Festival e scarica il bando » 

CINESPACCO FESTIVAL 

Direzione artistica
Silvio Leonardo “Tiki” 

MACEDONIA TEATRO 

Mary Scicolone 327.019.0649 
Ilaria Bisozzi 347.327.2574 

organizzazione@macedoniateatro.it 

EX MERCATO TORRESPACCATA 
Via Filippo Tacconi, 11 – 00169 Roma

Presidente Associazione Culturale Calpurnia 
Marco Marinelli  366.920.3977 

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Giulia Carrara

Lettera alla me adolescente

Appassionata del teatro e della scrittura, Giulia Carrara crede nell’arte come via per esternare parti sconosciute di sé al fine di riconoscerle come proprie.

Questa settimana la rubrica Spacc’Artista tocca corde nuove che dal mondo dell’arte riconducono all’alveo delle storie personali; sondiamo terreni intimi, personali con la delicatezza del raggio di sole di una mattina d’inverno. 
Fare l’attore vuol dire portarsi dentro maschere e ruoli interpretati, ma in questo caso non ne avremo bisogno.

Abbiamo incontrato Giulia Carrara, giovane attrice diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, Cassiopea. 
Grazie a Giulia possiamo affrontare con uno sguardo personale tematiche tanto complesse quanto soggettive: l’adolescenza, l’amore per sé stessi, l’accettazione della propria persona ed il rispetto di sé. 
Macrotemi intricati che possono essere ricondotti a quel periodo adolescenziale di sviluppo e trasformazioni difficili da decifrare. D’altronde ciascuno ha avuto la propria adolescenza e vi è un’unica certezza per tutti: nessuno ne esce indenne. 

Giulia Carrara oltre ad essere un’attrice di teatro posa come modella per shooting fotografici. Sperimenta, scrive e riflette. Le abbiamo chiesto di scrivere una lettera alla ragazza adolescente che era. Quello che ha scritto ci ha commosso. 

Senza ulteriori indugi vi permettiamo di leggere quelle parole scelte con cura, gentilezza e amore. 
Crediamo che tutti abbiano bisogno di accarezzare quelle parti di sé appartenenti ad anni passati. Crediamo nel potere delle parole.
Buona Lettura.

Lettera alla me adolescente

CARA ME, TI SCRIVO RICORDARTI CHE SEI FORTE E GENTILE.

Ciao Giù! Come stai? Matematica sempre 4?!
Daje.

Non sono qui per darti buone o cattive notizie.
Sono qui semplicemente perché ho bisogno di dirti che andrà tutto bene… dopo un po’.
Non subito. Ci metterai anni a capire che va davvero tutto bene.

Ci metterai anni a lasciare andare e ci saranno dei momenti in cui mollare ti sembrerà l’unica via d’uscita.
Ti sembrerà di essere già arrivata al capolinea: vai oltre. Sfondalo. Puoi. Se sono qui ora è perché significa che ad un certo punto lo hai fatto.
Grazie.
Grazie per averci salvato.
Potevi solo tu. 

So che ti sei sempre accettata, anche quando la salute ha deciso di disegnare sul tuo corpo delle cicatrici che sono ancora qui.
So che hai passato dei momenti bui chiusa nel bagno al piano terra della vecchia casa in campagna.
Io ricordo tutto.
So quanto tu ti ritenga incapace di essere “normale”, una adolescente qualsiasi, con un volto qualsiasi e un corpo qualsiasi, so che i tuoi vestiti stravaganti sono la tua maschera preferita: il megafono perfetto per urlare al mondo quanto tu sia arrabbiata.
Lo so che sei arrabbiata, vuoi delle news? Lo sarai ancora, sempre di più e sarai così arrabbiata da trasformare la rabbia in fame verso il mondo, verso l’arte, verso le persone.
Ti sei sempre battuta per te stessa come hai meglio creduto e quello che sono ora è il risultato della tua instancabile rabbia verso le ingiustizie sociali e verso la stereotipizzazione delle persone.
Ti dico chi sei ora:
Sei diventata un’attrice (a proposito mi raccomando fai il laboratorio teatrale della scuola, è da lì che partirà tutto!).
Sei diventata una fotomodella.
Lo so, non ci credi perché tu odi le foto e detesti sorridere. 

So che hai eliminato ogni foto dei tuoi 16 anni.
E soprattutto non ci credi perché non credi abbastanza in te stessa.
Perché pensi di non essere abbastanza per svelarti al mondo per quello che sei ed invece il mondo non aspetta altro che te.
Il mondo ha bisogno di storie e tu, ancora non lo sai, ma tra qualche anno ne avrai da raccontare.
E troverai le tue persone.
Le troverai dopo molti anni, non lo nego, ma le troverai e accoglieranno il tuo dolore, la tua rabbia, la tua stanchezza e le trasformeranno in felicità.
Ci sarà un momento in cui riderai moltissimo.
Ma proprio tanto.
Tornare a guardare le stelle avrà nuovamente un senso.
E ti piacerà sorridere.
Ti riprenderai tutto quello che pensavi di aver perso.
Tutto quello che pensavi di non aver avuto.
Non hai bisogno di cambiare.
Non devi aspettare che principi o principesse ti vengano a salvare. 
Non è una questione di bellezza.

Non cambierà il tuo volto e non cambieranno le opinioni che le persone hanno di te.
Cambieranno le tue priorità e i tuoi valori. Lì avverrà la vera rivoluzione.
Ti innamorerai di quel mestiere che pensavi non avresti mai fatto, tu che venivi presa in giro da tutti perché considerata bruttina e strana, ricordo ancora le palline di carta lanciate nei capelli e le risatine alle tue spalle. Ricordo tutto.
Non c’è un modo per dimenticare o cancellare gli eventi: devi accettarli.
Ci penserà l’arte a esorcizzarli, ci penseranno il teatro, il cinema, la fotografia, saranno loro le tue armi, i tuoi alleati con cui lenire le ferite del passato.
Fidati e affidati.
Conta su te stessa.
Amati alla follia e abbi rispetto di te stessa. 

Ti amo,
Jules ❤️️

Giulia, grazie per aver esposto te stessa e le tue esperienze. Ci vuole coraggio per sondare terreni intimi. Apprezzo il tuo modo di essere personale ma universale allo stesso tempo. 
Era questo il tuo obiettivo nella scrittura della lettera a te stessa?

Si, il messaggio che vorrei veicolare è avere sempre il coraggio di perdonarsi. Ho voluto avere parole gentili per quell’adolescente che ancora mi assomiglia. Ora voglio essere la Giulia che è cambiata e non vuole essere più cattiva con sé stessa. 

Piuttosto che regalarmi odio ho imparato ad accettarmi. E credo che tutti abbiamo bisogno di amore verso gli adolescenti che non siamo più.
Comprendo la bambina che porto dentro perché ho capito che si è trovata in situazioni difficili da gestire da sola. Eppure ce l’ha fatta. 

Perché credi che questa lettera possa essere utile per chi legge?

Non ho voluto raccontare esperienze troppo dettagliate, un po’ per proteggermi un po’ perché credo di non essere al centro del mondo. Dunque il mio obiettivo era scrivere affinché tutti potessero comprendere e comprendermi. Grazie per l’opportunità che l’Ex Mercato di Torre Spaccata mi ha dato, offrendomi carta bianca per mostrare parti di me e di ciò che sono ora. Ho cercato di sfruttarla appieno per mostrarmi trasparente.

Non avrei voluto parlare in prima persona, ma l’adolescenza è una fase turbolenta per tutti. Non vi sono tracciati da seguire, ognuno ne fa esperienza a proprie spese, dunque sarebbe stato inutile riversare parole ed esperienze specifiche di vissuto personale. 

Magari leggendo le mie parole qualcuno vi si potrà immedesimare. Anche se arrivassi ad una sola persona sarei felice. Forse è esattamente quella persona che ha bisogno di amarsi in questo momento.

Si evince dalle tue parole che la tua adolescenza non è stata un terreno facile da attraversare. Tra rabbia, incomprensioni e probabilmente atti di bullismo subiti a cui accenni in modo sfuggente. Che cosa ne hai fatto di tutto questo e che cosa resta ora?

Credo che la Giulia che riconosco oggi, abbia imparato a non vedersi come vittima di un universo meschino. 

Sono consapevole che siamo tutti vittime e carnefici di se stessi e degli altri; come chi bullizza e umilia probabilmente lo fa perché si è sentito ugualmente umiliato ed offeso in altri contesti personali. Ora mi perdono per quello che sono stata e quello che sarò, creo nuove narrazioni per me stessa. 

In particolare, l’Accademia d'Arte Drammatica mi ha insegnato ad accettarmi ed accettare l’altro per come è. La comprensione verso me stessa attraverso la recitazione ed il teatro mi ha permesso di riabbracciare quella bambina arrabbiata e strana agli occhi altrui.

Il teatro è stato per me un percorso di studio e di sperimentazione personale che ha permesso la maturazione e la reintegrazione di parti essenziali del mio carattere. Così ho anche imparato a non avere paura delle persone intorno a me, ho trovato amicizia e supporto. Mi sono sentita ascoltata, accolta dalle persone con cui ho studiato recitazione  e con le quali ancora oggi mi capita di lavorare insieme. 

Link utili e crediti fotografici: 

Giulia Carrara

Elvira Dandrea

Carmen Sorrentino

Ciro Scardamaglio

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Luigi Barbaresi, in arte Ginòb

Emozioni Metalliche: come il ferro prende forma propria

Questa settimana abbiamo fatto due chiacchiere con l’artista contemporaneo Ginòb. Eclettico, brillante, autentico e schietto nelle risposte. Un’anima pragmatica e creativa. 

Classe 1937, nasce da una famiglia di lavoratori nel quartiere romano di Casal Bertone. 
Giovanissimo parte per l’Argentina in cerca di futuro.
Inizia a lavorare come operaio nell’officina dello zio. Dopo alcuni anni di praticantato cambia città e lascia Mar del Plata per lavorare in un’industria argentina specializzata nella produzione di silos di contenimento per petrolio e benzina, si allontana dalla famiglia e dagli affetti.

Dai frammenti di una vita dedicata al lavoro nasce quel forte legame con i pezzi di ferro che caratterizzano le sue sculture. Si tratta di Ready Made realizzati con pezzi industriali di scarto. Ginòb si cimenta nel recupero di materiali industriali e pezzi di ferro.

Dopo essere tornato in Italia ha aperto un’officina a Tor Pignattara. L’officina è diventata negli anni un vero e proprio studio dove lavora con tornio e saldatrici per assemblare chiodi, lamiere, serrature. ricrea sculture zoomorfe e composizioni che parlano del mondo e della società.

L’artista ha occhio per gli incastri. Utilizza ingranaggi, viti, chiodi, lamiere per assemblare narrazioni contemporanee che parlano di società, politica, cultura e libertà espressiva.

Ha scelto l’Ex mercato di Torre Spaccata per esporre le sue opere. Abbiamo colto l’opportunità per intervistarlo. Qui potrete trovare tutto ciò che ci siamo detti.

Hai vissuto tutta la tua giovinezza in Argentina, poi hai deciso di tornare in Italia con la tua famiglia. Hai dedicato la vita al lavoro e alle tue sculture.
Cosa lasci di te a Roma? 

Allora, come dico sempre ironicamente ai miei amici, lascio a Roma la mia officina di pezzi di ferro e la scultura che mi è stata commissionata in memoria delle vittime del bombardamento del 3 marzo 1944. Si trova a Largo Antonio Beltramelli. Il giorno che non ci sarò più, se qualcuno vuole buttarlo via…

Dove si trova il tuo studio? 

Si trova a Tor Pignattara, è una ex officina. Quando ci sono è sempre aperta perché senza il mio lavoro sarei morto. Lì colleziono e raccolgo pezzi di ferro, viti, punte di trapano, chiavi e serrature. 

Sono molto legato al ferro, ci ho lavorato per una vita intera. Accumulo materiali industriali grezzi e metallici, ma non è una raccolta senza scopo.
Ogni pezzo che tengo in officina è parte di una scultura che ho già in mente.

Quando hai capito che dovevi essere artista, quando hai iniziato a lavorare alle tue sculture metalliche? 

Da sempre. Ho sempre lavorato con il ferro e quando vedo chiodi, viti e bulloni mi vengono “Lampi di idee” come diceva un amico pittore. 

Per questo la seconda mostra che feci nella mia vita si intitola “Lampi”.

Invece, la prima mostra a cui partecipai a Roma si intitolava “Avanzi”.

Perché avanzi? Perché mio padre quando vide i miei avanzi, tra parentesi cacca, disse a mia madre: «questo diventerà un artista da grande.» 

Questo vorrei che fosse anche  l’incipit della mia biografia, se mai a qualcuno venisse in mente di scriverne una. 

Quali sono i ricordi che appartengono all’Argentina?

Sono emigrato quando avevo 17 anni. Non ero ancora maggiorenne, i parenti che già erano partiti mi stavano aspettando. Sono arrivato a Gennaio. E sono finite le mie vacanze. Ho lavorato nell’officina di mio zio, poi decisi di seguire un mio amico per entrare a lavorare in un’industria che produceva silos per i carichi di benzina e petrolio. Ho conosciuto tanti italiani come me in cerca di futuro. 

Ho sempre lavorato. Poi sapevo cantare, dunque entrai a far parte delle orchestre nei night argentini come cantante. Ho collezionato esperienze e ricordi. Ora colleziono pezzi di ferro e sculture.

Perché hai scelto come nome d’arte Ginòb? 

Quando cantavo in Argentina mi facevo chiamare Gino Villy. Per le mie opere, invece, sapevo che avrei dovuto trovare un nome sintetico che mi permettesse di firmare le sculture velocemente. Dunque ho usato il diminutivo vezzeggiativo di Luigino, lo ho tagliato ed è diventato Gino. Poi, ho solo aggiunto la B di Barbaresi. Dunque, ora mi faccio chiamare Ginòb. Semplice e pratico. Non suona bene? 

Ho sempre lavorato. Poi sapevo cantare, dunque entrai a far parte delle orchestre nei night argentini come cantante. Ho collezionato esperienze e ricordi. Ora colleziono pezzi di ferro e sculture.

Quali sono i materiali che preferisci utilizzare nelle tue sculture? Quali si adattano meglio alle tue idee? 

I chiodi, ma perché ce ne ho un milione. Di forme e misure diverse, ne ho talmente tanti in studio di lunghezze e spessori diversi. Si adattano bene ai disegni preparatori che faccio per dare una forma riconoscibile alle mie opere.

L’opera dal titolo “Battiti Ok” è interamente fatta con chiodi di diverse misure assemblati insieme per formare il tracciato dell’elettrocardiogramma. 

Il ferro mi fa sempre battere il cuore.

La mostra personale presso l’Ex Mercato di Torre Spaccata ha come titolo “Emozioni Metalliche“.

Credo nelle mille possibilità dei frammenti metallici per dar vita ad idee che parlano con un linguaggio contemporaneo. Credo nella libertà espressiva attraverso pezzi metallici. 

Referenze e link:  

Ginòb

L’Ex Mercato di Torre Spaccata ospita in mostra permanente le sculture che sono state donate dall’artista negli anni.

Anche quest’anno, Ginòb ha scelto la nostra associazione per esporre le sue opere dall’anima metallica ed abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con lui. Un uomo brillante, veloce, pragmatico ed essenziale. Grazie Ginòb per la tua disponibilità.

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Un po’ de Roma

Sabato 23 aprile 2022, ore 19:00 

Un po’ de Roma 

Alessandro Fadda, “Fale” 
In occasione del 2775° compleanno di Roma, Alessandro FaddaFale” presenta “Un po’ de Roma“.
 
Una serata in musica con le canzoni fra le più belle del repertorio romano del secolo scorso, e letture di poesie e brevi racconti di Fale.
L’evento è organizzato in rispetto delle misure anticovid.
Ingresso con green pass rafforzato, tessera associativa 2022 (5€)

L’evento sarà anche in diretta sulla nostra pagina fb

Per info tel. 366.920.3977 – Prenotazione obbligatoria tramite whatsapp 

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Un po’ de Roma 

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Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live!

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