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Cultura

27 Gennaio 1945 – 27 Gennaio 2022

27 Gennaio 1945 – 27 Gennaio 2022
Giorno della Memoria 

Per ogni vittima di discriminazione, intolleranza, violenza fisica, psicologica ed emotiva, per ogni abuso, sopruso ed ingiustizia. Per ogni vittima di razzismo, emarginazione, ghettizzazione ed isolamento per fattori soggettivi. 
 
Ricordare il passato ci insegna a fare meglio nel presente. 
Fare meglio oggi vuol dire sentirsi responsabili per domani. 
La responsabilità si traduce in azione consapevole. 
 
Oggi come ieri, può essere azione anche permettere, senza alcuna resistenza, qualsiasi forma di intolleranza o discriminazione. 
 
77 anni fa l’armata sovietica aprì i cancelli di Auschwitz
22 anni fa, in Italia, è stata istituita la Giornata della Memoria con la legge 211 del 2000
Nel 2005 è stata riconosciuta a livello mondiale dalle autorità internazionali. 
 
Oggi, però, non limitiamoci al minuto di silenzio per onorare la celebrazione. 
Oggi con i pensieri e le azioni determiniamo il nostro domani. 
Solo ricordando ieri possiamo impegnarci per un mai più oggi. 
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Cultura

Rassegna Musica d’Autore

Continua la “Rassegna Musica d’Autore” all’Ex Mercato Torrespaccata 
Stiamo allestendo il cartellone per l’anno prossimo, 2022 

Sei un cantautore e hai voglia di far conoscere il tuo lavoro?  

Partecipa alla Rassegna »
Abbiamo una tradizione e una cultura da difendere! 
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Cultura

Presentazione del libro: “Il Pci a Roma”

La scorsa domenica 12 giugno, il PCI Partito Comunista Italiano – VI Municipio Roma, insieme all’Associazione culturale Enrico Berlinguer  ha presentato il libro “Il Pci a Roma, Tracce di una storia che parla ancora”, a cura di Enzo Proietti.
 
Con il curatore ne hanno discusso Paolo Ciofi e Sandro Morelli
Moderatore Eros Mattioli (PCI VI Municipio).
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Cultura

“Donne, Donne e Donne”

25 novembre
“Giornata Internazionale della Lotta al Femminicidio”.

Da dove nasce questa data? Quali sono gli eventi che ne hanno determinato la scelta? Molti di noi non conoscono le risposte a queste domande, anche se ormai questa ricorrenza viene celebrata costantemente nel nostro paese con panchine rosse, eventi e manifestazioni sull’argomento.
 
Un piccolo omaggio a 3 donne, le sorelle Mirabal. Coraggio, fermezza e dignità! Uccise il 25 novembre 1960 da uno squadrone della morte al soldo del solito dittatore fantoccio USA di cui il continente latino americano è infestato.
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Mo.S.T di Marco Abbondanzieri, ClaMa Cults, al Vertical Movie

Mo.S.T. è un piccolo omaggio a tre grandi della cultura italiana, Morricone, Salce e Tenco.

Nel 1962 Luciano Salce si trova a dirigere il film “La cuccagna” uno spaccato feroce e veritiero dell’Italia del post boom economico e chiama un quasi sconosciuto Tenco ad interpretare se stesso, ovvero il giovane ribelle e contestatario, l’archetipo delle migliaia di ragazzi che negli anni a venire sconvolgeranno le abitudini e le convenzioni di un’Italia tutta casa e chiesa.

Le musiche sono affidate al maestro Ennio Morricone che confeziona un prodotto degno del suo nome, musiche che vestono le parole dello stesso Salce autore dei testi di “Quello che conta” e “Tra tanta gente“, cantate da Tenco stesso nell’edizione del disco della colonna sonora del film, dove appare anche “La ballata dell’eroe” sempre cantata da Tenco di uno allora sconosciuto Fabrizio De Andrè.

Insieme a Tenco come attori esordiscono Donatella Turri, protagonista della pellicola e Umberto D’Orsi, icona dell’imprenditore senza scrupoli cara al cinema italiano dove si descrivono i vizi e le contraddizioni del boom economico.

Tre personaggi che a modo loro hanno condizionato l’estetica e il modo di fare cinema e musica negli anni che li hanno succeduti. Tenco il più giovane se ne va per primo, con la sua morte diventa lo spartiacque tra la canzonetta e la musica d’autore che dominerà il mercato discografico per molto tempo, Salce è considerato uno dei padri della commedia all’italiana, il suo Fantozzi ne è la testimonianza più vivida, Ennio Morricone non ha bisogno di presentazioni.

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Cultura

Franco Bertini presenta Ex MercatoTorrespaccata al Vertical Movie

VerticalMovie è il primo Festival Internazionale di cortometraggi girati in verticale.

Giunto alla terza edizione, ha tra i partecipanti in gara, nella sezione Vertical Doc, il regista Franco Bertini con il suo “Ex Mercato di Torrespaccata“.

L’Ex Mercato è un cuore pulsante che vive grazie alle persone che condividono le proprie passioni. È un luogo dove chiunque trova il suo spazio per raccontare e raccontarsi. 

Ed è quello che fa il cortometraggio, un mini racconto di quello che siamo, di ciò che facciamo. Un filo che insieme tessiamo.

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Cultura

Aspettando… Giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre…

In questo periodo in cui non si possono ancora organizzare spettacoli o altro, abbiamo sanificato tutto , preparando i presidi per la significazione giornaliera, stampati i moduli da far riempire, acquistato il termoscanner, ci siamo fatti aiutare da amici architetti per disegnare gli ingressi e le uscite e per sanificare l’aria affinché quando ritorneremo saremo tutti in sicurezza.
Noi , oggi più che mai , siamo convinti che l’unica possibilità che abbiamo per migliorare modificando il nostro modo di vivere sia rafforzare la Cultura: della Sicurezza, dell’Ambiente, della Sanità, della Scuola, delle Energie rinnovabili, della Sicurezza sul Lavoro, della Ricerca, etc.


Per questo oggi pubblichiamo Luigi Perazzelli, noto cantautore romano, che sta collaborando insieme a TUTTI noi, per ripetere l’esperienza positiva del Folk Studio, a modo nostro.


ASPETTANDO………….

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Aspettando…

Aspettando…. giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre…………

“Senza Cultura e la relativa Libertà che ne deriva, la Società, anche se fosse perfetta, sarebbe una Giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il Futuro”
Albert Camus

Andrea Pardo legge Don Milani: lettera ad una professoressa

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Cultura

1 MAGGIO

Pensieri e Parole

La nostra riflessione oggi è sulla Cultura, questa dimenticata. Cultura della sicurezza sul lavoro, senza pandemia c’erano circa più di un morto al giorno per mancanza di sicurezza e la parola d’ordine era costa troppo, da parte di chi la doveva istituire. Per anni ci hanno fatto credere che la Sanità privata era migliore di quella pubblica, oggi, con il disastro, là dov’è c’è più privato che pubblico ha dimostrato il contrario però ancora oggi tali imprenditori o società o fondazioni cercano di sopravvivere al loro disastro attraverso la campagna mediatica sulla credibilità dello Stato creando ad hoc la convinzione che le scelte sono incomprensibili inadeguate caotiche, così il caos istituzionale e cavalcando la rabbia che ne deriva riprenderanno terreno. Ci sarebbe tanto da dire analizzando pezzo per pezzo però è sempre lo stesso scenario. Con questa premessa l’unica strada possibile per poter migliorare il nostro futuro è fare sempre quello che abbiamo detto negli ultimi anni la Cultura aiuta la conoscenza e di conseguenza ci aiuta a vivere meglio tutti insieme valorizzando le nostre diversità. Prima di comunicarvi la nostra ultima scommessa, un appunto brevissimo su una cosa a cui ci teniamo tantissimo, chiudono perché la pandemia genera morti e ci dicono che è necessario fare un passo alla volta, chi vuole riaprire tutto non si assume la responsabilità di dire che se ci saranno morti o malati è loro responsabilità eppure ci dicono che la chiusura porta povertà dando numeri e previsioni. La cosa che ci ha fatto accendere la lampadina è che un giornalista ha detto che ora ci sono più posti in terapia intensiva e quindi ci si può ammalare. La nostra scommessa è in questo momento in cui la cultura in tutte le sue forme è lasciata in soffitta noi abbiamo realizzato un sito dove ci saranno anche video musicali, letture, spettacoli teatrali, mostre e tutto quanto realizzeremo o ci verrà inviato sempre con la consapevolezza che la qualità, la competenza sono prioritarie. PS: un ringraziamento alle tante persone che hanno contribuito a questa nuova esperienza direttamente o non perché anche chi non ha partecipato direttamente ci ha dato la forza di continuare a sognare grazie a tutti noi

Oggi vi proponiamo una lettura dell’attrice Michela Barone che legge un brano “È morto un ladro“ dal film la proprietà non è un reato.
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Cultura

Woodstock un sogno per tanti, un incubo che ancora dura per molti

Una generazione, ormai al tramonto fisico che ha dato però tanto a questa società. Ha dato una o più speranze, ha offerto qualcosa in cui credere e ha donato forse uno dei momenti più intensi d’amore collettivo ad un mondo che stava andando in pezzi.

C’era la guerra in Vietnam, Ragazzi in armi morivano per una finta idea di libertà, un benessere falso e figlio di un consumismo sfrenato, un buon lavoro, una bella casa dove crescere figli, una macchina nuova da mettere in garage da guidare nei pochi momenti liberi, una TV a colori per spegnere le idee, come oggi del resto… Ognuno doveva dimostrare di essere meglio degli altri, iniziava la “guerra tra poveri” come si usa dire dalle nostre parti,  ma c’era qualcos’altro; un’ idea. Libertà, pace, amore, musica, sogni…un’idea per cui  milioni di giovani e meno giovani portavano in alto la bandiera del PEACE & LOVE, una bandiera che si lasciava accarezzare dal vento e emanava nell’aria musica, arte, poesia e un pizzico di follia. Era la hippie generation, era la Woodstock generation che, negli anni ’60, portò in alto la corona e il vessillo di una liberà, almeno agognata, ma nel contempo comunque ci si divertiva

La pellicola girata in quei giorni divenne poi un film, uno di quei classici che ancora oggi viene riproposto come testimonianza unica, un opera prima e un modo di concepire il documentarismo fino ad allora mai realizzato. Ma Woodstock non è solo stato questo, ma ha rappresentato negli anni a venire qualcos’altro da quel magnifico 1969 tutta la musica e il modo di viverla cambiò. Non che già i concerti o i grandi concerti non fossero una prassi, ma il viverlo insieme, con tanta gioia e partecipazione fu un miracolo di coesione che ancora oggi fa da esempio a tanti ragazzi.

Il grande assente li fu proprio colui che aveva ispirato tanto ardore e partecipazione ai concerti rock, Bob Dylan, ma la sua assenza non fu sentita ma ben ripianata da quelli che da li a poco sarebbero diventati grandi anche loro. In Italia la moda dei mega raduni fu subito acquisita, il festival di Re Nudo, Parco Lambro e di Villa Panphili qui a Roma in particolare, hanno, sempre con i giusti distinguo, lasciato un segno nella nostra musica e nella nostra società.

Proprio il raduno di Villa Pamphili del 1972 da l’idea che quegli anni erano eccezionali ma per qualcun’altro solo un cumulo di errori e cose da dimenticare, ma proprio il blocco dei cinquanta mila giovani e non solo giovani che per tre giorni dal 25 al 27 maggio invasero il parco ascoltando, partecipando e soprattutto dando una prova di civiltà unica sono la testimonianza che quella generazione, quei ragazzi di ieri, oggi ultrasessantenni avevano una marcia in più. La tre giorni del concerto fu trasmessa in diretta dalla RAI da Renzo Arbore, per la trasmissione “Per voi giovani” così da accontentare tutti quelli che non potevano venir a Roma o che soltanto non avevano modo di accedere per vari motivi al plesso.

Il biglietto da costi popolari (300 lire di allora, circa 10 euro di oggi con quasi otto ore di musica dal vivo) era sostenibile, un concetto molto lontano da quella che oggi è la macchina dei concerti, che alle volte ha prezzi esagerati per la maggior parte delle tasche di un giovane.

Aprono le danze il gruppo della “Fine del Libro”poi, per tre giorni: Sammy Set, il debuttante Francesco De Gregori, Mary Afi e gli Osibisa, i Four Kents un sound del tuttonuovo, Flea on The Honey, Richard Benson prima di diventere l’uomo disco di TVA 40, Il Punto, addirittura Bobby Solo, Folkaudo, Paola Carosi, i Forum Livii, i Rocky’s Filj, il Banco del Mutuo SoccorsoOsanna, Blue Morning, Aum Kaivalya, Quella Vecchia Locanda, Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, Semiramis, Nature featuring, Nadia, Living Music, Jimmy Mec, Non Calpestare le Aiuole, Era d’Acquario, gli Anemoni, i New Trolls, Fholks, Claudio Rocchi, Garybaldi, Cammello Buck, Fine del Viaggio, Osage Tribe, e  in chiusura i Trip. Tre complessi stranieri per dare un tocco di classe e di internazionalità a tutto ilFestival: Hookfoot, Hawkwind, Van der Graaf Generator.

Come si intuisce nella tre giorni la fece da padrone quella che era la nascente schiera dei gruppi progressive italiani, una tendenza che fece epoca e cambiò letteralmente il modo di gestire i prodotti discografici e la musica nel nostro paese. Gruppi come la PFM e I NEW TROLLS, già avevano nella loro fase embrionale collaborazioni con i grandi cantautori, uno su tutti Fabrizio De Andrè e autori come Reverberi, è del 1968 l’album dei NEW TROLLS “Senza orario e senza bandiera” un concept album scritto proprio da quel Faber che due anni dopo uscirà con uno dei suoi capolavori “La buona novella” suonato in studio dalla PFM che allora ancora si faceva chiamare I QUELLI.

Un progressive italiano che ha avuto una stagione breve, ma che ha lasciato più di un segno, soprattutto nella musica degli anni a venire.

Ma ritorniamo a quella estate di cinquanta anni fa, un evento quello di Woodstock che fece epoca soprattutto per il modo di gestire una folla oceanica di giovani che per la prima volta si riunivano in nome di una convivenza che diede e da ancora fastidio a molti. Quel fiume in piena di persone stanche della retorica e dei massacri in nome del progresso fece sudare freddo non solo in America tutta una ridda di personaggi che sentendosi minacciati nella loro autorità, pensarono bene di criminalizzare tutto un movimento, quello Hippie. La strage di Beverly Hills del 9 agosto 1969 ad opera di una banda di criminali capeggiati da Charles Manson, pochi giorni prima di Woodstock gettò un’ombra su tutto il mondo Hippie. Negli anni poi si è capito che quell’episodio era scollegato da quel mondo Hippie e antagonista lo chiameremo oggi, ma ormai il fango era stato gettato.

A noi piace però ricordare quei ragazzi nella loro natura più bella, ci piace ricordarli mentre sotto una pioggia scrosciante continuano a ballare e allo stesso modo ci piace ricordare i centinaia di musicisti che si sono avvicendati sul palco, i tecnici e tutte le persone che hanno permesso tutto ciò. Nel mese di settembre dal 13 al 29 all’Ex Mercato di Torrespaccata ricorderemo quell’estate di cinquant’anni fa, non dimenticandoci di un altro fatto planetario: il primo uomo sulla luna. Concerti, spettacoli teatrali e molto altro in un festival chiamato “50 lune fa” vi aspettiamo.

Per tutto l’anno 2019 e per il 2020 sono previste poi altre iniziative culturali rassegne, dibattiti, incontri, fiere, forum ed eventi a tema con particolare attenzione al mandato primario della struttura di realizzare un vero e proprio progetto di diffusione della cultura e di costituire un luogo d’incontro e discussione per il quartiere e non solo. Al contempo proseguono e si allargano le attività di Scuola Popolare di Musica, i Corsi Base di Teatro, di Yoga e di Parkour.