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Melaccollo

Spacco l’Arte 

Melaccollo 

Ex Mattatoio – Città dell’Altra Economia 

Sabato 25 giugno 2022, dalle 21:00  

L’Ex Mercato di Torre Spaccata si trasferisce all’Ex Mattatoio (Largo Dino Frisullo, snc – 00153 Roma) per la notte di sabato 25 giugno 2022.
La direzione artistica di Macedonia Teatro, Tommie Qubla e Ra-tô-ghè-ton, in collaborazione con l’Associazione Culturale Calpurnia, propone incontri artistici e sperimentazioni inedite.

In programma l’evento estivo di chiusura della Rassegna “Spacco L’Arte” 2022, nel segno della contaminazione artistica: “MELACCOLLO”!

In apertura, nella sezione “MELODRAMMA”, saranno presentati alcuni dei corti teatrali finalisti del “Festival dell’Arte Spaccata” 2022.

A partire dalle 22:00 il via libera alla staffetta di musicisti, musiciste e cantanti in un grande open mic, aperto a tutti gli artisti e le artiste che si sono esibiti e esibite all’Ex Mercato di Torre Spaccata: “MELOCANTI“!

Contemporaneamente, artisti e artiste di arte visiva dipingeranno dal vivo, per la sezione “MELODIPINGI“.

Una notte di teatro, stand up comedy, slam poetry, cantautorato emergente e live painting.

Tutto è possibile grazie allo spazio presso la Città dell’Altra Economia

Informazioni sull’evento: 

Sabato 25 giugno 2022, dalle h 21.00 – Sala Asia, Ex Mattatoio
Città dell’Altra Economia, Largo Dino Firsullo, snc – 00153, Roma 

Ingresso riservato ai soci (tessera associativa annuale 5€) con contributo specifico di 3€.

Programma evento:

| 21:00 | MELODRAMMA | Finalisti “Festival dell’Arte Spaccata” 
| 22.00 | MELOCANTI | Open Mic
| MELODIPINGI | Live painting 

Corti Teatrali Finalisti del “Festival dell’Arte Spaccata“, 2022: 
Io mi ricordo quando
Ayroldi/Gambino 
Cara Libertà – LiberaKanti

Grazie a tutti, vi aspettiamo!!! 

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Se avete perso l’evento, non disperate!
Potete guardare il video della diretta. 

Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live!

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MELACCOLLO 

Direzione artistica:
Macedonia Teatro
Tommie Qubla 
Ra-tô-ghè-ton
 

MACEDONIA TEATRO 

Mary Scicolone 327.019.0649
Ilaria Bisozzi 347.327.2574

organizzazione@macedoniateatro.it 

EX MERCATO TORRESPACCATA 
Officina della Cultura

Presidente Associazione Culturale Calpurnia 
Marco Marinelli  366.920.3977 

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SPACC'ARTISTA

Martina Bonati

Un primo passo tenendo la paura per mano 

Martina Bonati, una faccia mille volti creativi: Arte drammatica, Pittura, Musica. 
3 aggettivi che utilizzeresti per descriverti: 

Diciamo che Martina è impaurita, ha tanta grinta ed è in scoperta.

Ma parliamo di M.A. ovvero la firma artistica che ho scelto per dare voce a riflessioni intime e creative. 

Con molta semplicità, grazie a questo nome d’arte mi permetto di coltivare la pittura ed il disegno senza autogiudizio sulla mia persona, per ora mi va bene così. 

Cosa pensi delle professioni artistiche e come ti ci vedi? 

Credo che voler essere artista implichi un giudizio altrui, nel bene e nel male.
E come mi è stato detto "Se sarà, Artista ti definiranno gli altri e non tu".

Nel mio lavoro cerco di non portare con me la presupposizione egoriferita di essere per forza un’artista, vado semplicemente verso un bisogno arricchendolo di studio e pratica.

Attualmente mi trovo in un periodo di scoperta. Sto imparando a sfruttare la pittura per sondare terreni intimi e scoprire il mondo che mi circonda. 

Secondo te, cosa è veramente necessario per lavorare nel vasto mondo dell’arte. 

Credo che l’arte necessiti di studio e tempo per arrivare ad una consapevolezza interna ed esterna. Il tempo è fondamentale per poter difendere il proprio punto di vista, la maturità dettata dallo studio e dalla ricerca permette di avere una visione ampia ed attenta.

L’arte necessita di precisione ed impegno costante non basta il talento. 

Come vedi il lavoro nel settore artistico e culturale in Italia? 

Spero che quando avrò tanta esperienza alle spalle ed una carriera artistica, il mio paese e la sua politica mostrino rispetto per le professioni coinvolte, non vorrei sentirmi data per scontata tra dieci/venti anni. 

Da parte nostra, giovani aspiranti lavoratori dell'arte, vi è sicuramente tutto l’impegno necessario per riuscirci. 

Come hai conosciuto l’Ex Mercato di Torre Spaccata e perché hai deciso di esporre le tue opere in questo luogo? 

Lo scorso anno ho partecipato al “Festival dell’Arte Spaccata” presso lo spazio culturale di Torre Spaccata. Macedonia Teatro ha organizzato un contest di corti teatrali dal titolo “Teatro Spaccato“. A breve si inaugurerà la seconda edizione dal 3 al 5 Giugno.

Le compagnie teatrali vincitrici della prima edizione hanno ottenuto l’assegnazione di residenze artistiche ed una data al teatro Tor Bella Monaca di Roma per i primi classificati. 

All’interno del festival vi era una sezione dedicata alle arti visive, dunque ho colto l’occasione per dare il mio contributo anche lì, esponendo per la prima volta due miei quadri che si sommano al talento di tutti i ragazzi e le ragazze coinvolte.

Credo che sia un’iniziativa di valore per chi, come me, vuole intraprendere un percorso professionale nel mondo dell’arte e dello spettacolo. 

Quest’anno collabori con Macedonia Teatro per l’ideazione della locandina della seconda edizione del “Festival dell’Arte Spaccata1, com’è nata questa partecipazione? 

Sinceramente è nata in modo molto spontaneo, ci siamo incontrate per definire idee e spunti. 

L’intento era quello di far conciliare il progetto della locandina con l’emotività sentita dietro l’organizzazione del Festival, nel segno del protagonismo giovanile e della valorizzazione dell’arte in tutte le sue forme. 

Una seconda edizione, soprattutto se la prima è andata bene, mette molta paura e insicurezza, perché l’aspettativa può fare brutti scherzi.

Durante l’incontro abbiamo parlato proprio di questo, abbiamo ragionato sulle emozioni provate e sulle energie percepite sotto pelle. Subito dopo, ho iniziato ad abbozzare dei soggetti. 

Infine, ne abbiamo scelto uno che rispecchiasse la sfera emotiva delle persone coinvolte e la creatività come punto di riferimento. La silhouette prosperosa del disegno tende ad evidenziare le forme rotonde che si lanciano nello spazio. 

Il corpo femminile stilizzato è evidenziato con tratti dinamici e sinuosi, nascondendo i lineamenti fisionomici.

Blu-oltremare è il colore scelto per la parte grafica del festival perché ingloba emotività contrastanti e intense. Ricorda le vastità del mare, ma anche la profondità degli abissi. Ed infine ciò che evoca è un coraggioso salto nel vuoto. Un nuovo inizio, tenendo la paura per mano. 

1Festival dell’Arte Spaccata“, seconda edizione, locandina, disegno di M.A.; grafica di Gaia Tirone e Claudia Auricchio 

Tu dici sempre “ non sono io che decido, è il quadro che mi indica le forme da seguire”, da dove deriva questo tuo approccio alla pittura? 

Sicuramente deriva dal percorso di formazione che ho seguito presso la scuola Steiner-Waldorf. Fin dalle medie ho imparato a seguire un approccio scolastico alternativo all’insegnamento classico. Il percorso formativo si concentra sulla costruzione della personalità e della coscienza dell’individuo per imparare a stare al mondo, non solo sull’insegnamento di nozioni.

La pittura mi ha sempre accompagnata durante la formazione scolastica e ho imparato a seguire il volere dei colori, dei pigmenti, a seguire l’istinto e non solo la logica. 

Ho imparato ad ascoltare il segno del pennello. Supportati da una tecnica precisa, i miei lavori si creano da sé seguendo le forme che mi offrono e che cerco di riconoscere ogni qualvolta mi metto a lavorare su carta o su tela. Si tratta della libertà di adattarsi e affidarsi alle forme che si creano autonomamente. 

Martina, tu sei anche musicista, oltre ad essere un’attrice d’arte drammatica e artista. Da dove nasce la passione per la musica? 

Deriva dalla famiglia in cui sono cresciuta. Mio padre lavora nel settore musicale e mi ha trasmesso questa passione. Dopo aver fatto molteplici tournée suonando con artisti nazionali ed internazionali, ha aperto la sua scuola di musica insieme a mio zio che è batterista. A sei anni ho iniziato a studiare canto e strimpello qualche strumento. La musica mi aiuta ad esprimere non detti, mi aiuta a fare chiarezza. 

Anche la volontà di essere attrice nasce dalla musica, in realtà. Da piccola avrei voluto essere cantante, ma crescendo mi sono resa conto che non mi bastava stare in piedi di fronte ad un microfono. Avevo bisogno di avere padronanza del corpo per poter lavorare anche sulla mia voce.

Così ho scelto di iniziare a studiare recitazione presso l'”Accademia d’Arte drammatica Cassiopea” a Roma. E attualmente mi sto specializzando nel doppiaggio cantato presso la scuola “Ermavilo” a Roma. 

Avendo tanti interessi, come vedi il concetto di scelta? 

Ora come ora, vedo le scelte come possibilità, mai come limite. 

L’importante è ricordarsi che si possono sempre prendere nuove decisioni, ci troviamo sempre di fronte a nuove scelte da decifrare.  

Referenze e Link:

Martina Bonati

Referenze e link: 
Festival dell’Arte Spaccata, seconda edizione“, 2022, organizzato e diretto da Macedonia Teatro in collaborazione con l’Associazione Culturale Calpurnia
 
Festival dell’Arte Spaccata, seconda edizione, locandina“, 2022, disegno di M.A.; grafica di Gaia Tirone e Claudia Auricchio 

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Eventi

Festival dell’Arte Spaccata 2022

Festival dell’Arte Spaccata 2022

II Edizione

3 / 4 / 5 GIUGNO 2022

In questi giorni, si è svolta la seconda edizione del “Festival dell’Arte Spaccata“, un Festival di Teatro, Musica dal vivo, esposizioni di Arte visiva organizzato e diretto da Macedonia Teatro in collaborazione con l’Associazione Culturale Calpurnia

Il Festival ha proposto un programma di tre serate, all’interno delle quali hanno coesistito più eventi: il “Concorso Teatro Spaccato” per corti teatrali, un’esposizione di arte visiva e una sezione dedicata alla musica dal vivo. 

Per tutta la durata del Festival c’è stata un’Esposizione di Arte Visiva e Audiovisiva con le opere delle/degli artiste/i: M.A.Gaia TognoniTajerinLeonardo CascianiMariano De LorenzisGaia TironeRa-tô-ghè-ton. 

Programma del Festival:

VENERDÌ 3 giugno 

Apertura serata con il corto teatrale:
La Madonna dei TopiFucina Zero 

CORTI TEATRALI 
Déja VuCollettivo Est 
Sala d’attesaCompagnia Ignotus 

MUSICA & PAROLE  
Di noi e di tanti altriAurora e Marta

SABATO 4 giugno 

CORTI TEATRALI 
Il circo senza tetto
Pierre Jacquemin 
PeregrinationesCollettivo Museco 
Io mi ricordo quandoAyroldi/Gambino 

MUSICA 
Welcome to SellywoodSellywood

DOMENICA 5 giugno  

CORTI TEATRALI 
ArmatureMerison 
Cara LibertàLiberaKanti

MUSICA 
Matti Unici

Grazie a Macedonia Teatro, a tutti gli artisti ed artiste che sono stati con noi in questi tre giorni di Festival! 

Grazie a tutti per aver partecipato all’evento in presenza e in live!

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Eventi

Festival dell’Arte Spaccata 2022

Festival dell’Arte Spaccata 2022

II Edizione

3 / 4 / 5 GIUGNO 2022 – Dalle 19:30 

Il Festival dell’Arte Spaccata apre le danze per la sua seconda edizione!

Un Festival di Teatro, Musica dal vivo, esposizioni di Arte visiva organizzato e diretto da Macedonia Teatro in collaborazione con l’Associazione Culturale Calpurnia, presso l’Ex Mercato di Torre Spaccata (via Filippo Tacconi, 11 – angolo Via dei Romanisti). 

Un’occasione di incontro, scambio e confronto per giovani artistǝ under35. 

Il Festival propone un programma di tre serate, all’interno delle quali coesisteranno più eventi: un concorso per corti teatrali, un’esposizione di arte visiva e una sezione dedicata alla musica dal vivo. 

Per tutta la durata del Festival ci sarà un’Esposizione di Arte Visiva e Audiovisiva con le opere delle/degli artiste/i: M.A.Gaia TognoniTajerinLeonardo CascianiMariano De LorenzisGaia TironeRa-tô-ghè-ton. 

Programma del Festival:

VENERDÌ 3 giugno 

Apertura serata con il corto teatrale:
La Madonna dei TopiFucina Zero 

CORTI TEATRALI 
Déja VuCollettivo Est 
Sala d’attesaCompagnia Ignotus 

MUSICA & PAROLE  
Di noi e di tanti altriAurora e Marta

SABATO 4 giugno 

CORTI TEATRALI 
Il circo senza tetto
Pierre Jacquemin 
PeregrinationesCollettivo Museco 
Io mi ricordo quandoAyroldi/Gambino 

MUSICA 
Welcome to SellywoodSellywood

DOMENICA 5 giugno  

CORTI TEATRALI 
ArmatureMerison 
Cara LibertàLiberaKanti

MUSICA 
Matti Unici

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L’EVENTO SARÀ IN PRESENZA CON IL RISPETTO DELLE MISURE ANTICOVID. 
INGRESSO CON CONTRIBUTO DI 3€ E TESSERA ASSOCIATIVA ANNUALE 2022 (5€).

Vi aspettiamo!!! 

Disegno di locandina di M.A.
Grafica di Gaia Tirone e Claudia Auricchio 

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Fragola Eclettica

Spacco l’Arte 

Fragola Eclettica 

Venerdì 20 maggio 2022, dalle 19:00  
Il 20 maggio 2022 ci sarà un nuovo evento organizzato da Macedonia Teatro. Open Mic, Live Music, Slam Poetry e Live Painting all’Ex Mercato di Torre Spaccata. Tutto dal vivo! 
 
Il programma della serata:
 
SpaccioPoesiaInMusica con: Alessia Giovanna Matrisciano, Chiara Cappelli 
 
LIVE PAINTING con: Mariano de Lorenzis, Martina Abbruzzetti, Louise d’Angle 
 
MUSICA DAL VIVO
 
OPEN MIC variegato e multiforme, una fucina spontanea di artistə ecletticə
Per l’open mic sono ufficialmente aperte le iscrizioni. Potete mandare una mail a organizzazione@macedoniateatro.it scrivendo nome e cognome; oppure in DM sui profili facebook e instagram di Macedonia Teatro
 
SPRITZ E PATATINE 3 € grazie al Bar 33 Giri
 
Macedonia Teatro racconta: “Aggiungiamo un ingrediente dolce alla nostra Macedonia. Anche se non si vede, abbiamo un cuore tenero“. 
L’evento è organizzato in rispetto delle misure anticovid. 
Ingresso con green pass rafforzato, tessera associativa 2022 (5€) se non si è già soci.
L’evento sarà anche in diretta sulla nostra pagina fb

Grazie a tutti, vi aspettiamo!!! 

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Eventi

Un po’ de Roma

Sabato 23 aprile 2022, ore 19:00 

Un po’ de Roma 

Alessandro Fadda, “Fale” 
In occasione del 2775° compleanno di Roma, Alessandro FaddaFale” presenta “Un po’ de Roma“.
 
Una serata in musica con le canzoni fra le più belle del repertorio romano del secolo scorso, e letture di poesie e brevi racconti di Fale.
L’evento è organizzato in rispetto delle misure anticovid.
Ingresso con green pass rafforzato, tessera associativa 2022 (5€)

L’evento sarà anche in diretta sulla nostra pagina fb

Per info tel. 366.920.3977 – Prenotazione obbligatoria tramite whatsapp 

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Il Municipio VII ricorda “La Resistenza”

Municipio VII ricorda “La Resistenza” 

13 – 23 aprile 2022  

Vi segnaliamo e raccontiamo l’iniziativa “Dal Rastrellamento del Quadraro alla Liberazione d’Italia“.

Il Municipio VII ricorda la “Resistenza“, organizzata per onorare la memoria del Rastrellamento del Quadraro e preparare la Festa della Liberazione

Questa è una di una serie di iniziative organizzata grazie alla collaborazione di tante associazioni e realtà culturali e politiche del territorio, attraverso le quali si vuole ribadire l’importanza della trasmissione della memoria e il valore identitario della vicenda del Rastrellamento per il Quadraro e per l’intero Municipio.

Il VII Municipio ha voluto quindi dare spazio al protagonismo musicale dǝ cittadinǝ attraverso il “Concerto Resistente” del 23 aprile.

Apriamo l’invito a musicistǝ del territorio per partecipare al concerto.

Scrivete via email a assessoratocultura.mun07@comune.roma.it per info e disponibilità ENTRO IL 18 APRILE. 

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Banana Inclusiva

Spacco l’Arte 

Banana Inclusiva 

Venerdì 15 aprile 2022, dalle 18:30  
Il 15 aprile ci sarà un nuovo evento organizzato da Macedonia Teatro all’Ex Mercato Torrespaccata.
 
Il programma della serata: 
 
PERFORMANCE e LIVE PAINTING con: Mila Damato, Ra-tô-ghè-ton, Gaia Tirone
 
MUSICA DAL VIVO con Nulla Da Dichiarare.
 
OPEN MIC: Musica, Slampoetry, Stand-up Comedy
Per l’open mic sono ufficialmente aperte le iscrizioni. Potete mandare una mail a organizzazione@macedoniateatro.it scrivendo nome e cognome; oppure in DM sui profili facebook e instagram di Macedonia Teatro
 
Macedonia Teatro racconta: “D’altronde a chi non piace la banana nella macedonia di frutta?“. 
L’evento è organizzato in rispetto delle misure anticovid.
Ingresso con green pass rafforzato, tessera associativa 2022 (5€).
L’evento sarà anche in diretta sulla nostra pagina fb

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SPACC'ARTISTA

Sergio Di Giangregorio

Musicista, chitarrista, cantante, fonico ed ideatore del format “Faccio Cose”. L’Open Mic di Roma. 

Faccio Cose“, è un format di musica dal vivo e stand-up comedy nello stile inglese, cucito su misura per giovani artisti ed artiste che cercano opportunità nella capitale.

Perché vogliamo parlare di Open Mic, Stand-up Comedy e musica dal vivo? Perché ci è mancato tutto. Tanto. 

La musica non si può ridurre ad ascoltare un pezzo in macchina o dalle cuffiette.

Quante volte capita di rivivere emozione attraverso un testo di una canzone. Ecco, la musica non è solo note che funzionano bene insieme. È anche energia, condivisione di esperienze diverse, ma comuni. 

Abbiamo fatto due domande a chi crede nell’esperienza di fare musica. E ha trovato il modo di sostenere giovani artisti creando per loro l’opportunità di esibirsi.

Sergio Di Giangregorio è un musicista; chitarrista, cantante, fonico ed ideatore del format “Faccio Cose” cucito su misura per Roma. 

Il suo format di Open Mic e Stand-up Comedy nasce a Gennaio 2022 con una semplice idea condivisa tra amici. Poi, l’iniziazione ufficiale a Febbraio di quest’anno. 

Lunedì e Mercoledì lo troviamo al Caffè Letterario di Via Ostiense 59. Un locale storico tra San Paolo ed il polo universitario di Roma Tre, centro di ritrovo per studenti e studentesse.
Il martedì, per due volte al mese, “Faccio Cose” si sposta al Let it Beer, zona Tiburtina, tra piazzale del Verano e Piazzale delle Provincie. 

Abbiamo fatto due domande a Sergio Di Giangregorio. Ci siamo incontrati al Caffè Letterario per capire la filosofia che c’è dietro all’organizzazione del suo open mic. 

Porta un chiodo di pelle nera ed ha il tempo contato. Alle 21.00 inizia la serata. Deve preparare il palco, si assicura che che tutto sia a posto. Ha lo sguardo attento, si guarda intorno cercando di prevedere esigenze, persone e cose; è vigile. 

Senza troppi indugi, ho iniziato con la prima domanda. 

Perché nasce Faccio Cose Roma e quali obiettivi ti sei posto?

Faccio Cose” nasce perché ero stanco di girare per l’Inghilterra. Sono tornato a Roma dopo cinque anni di esperienze, belle e brutte. Mi sono divertito, ho girato tra festival musicali, locali e pub di Bristol. 

Quando sono tornato a casa, ho investito tempo ed energie per offrire a giovanə artistə quello che io ero andato a cercare fuori. 

Il format di Faccio Cose Roma si ispira ai contest musicali che troviamo nei “British Pubs”, ma con un’ottica differente. 

Non mi interessa la competizione. Quello che cerco è la condivisione e l’esperienza di fare musica dal vivo. Siamo tutti sulla stessa barca e non credo nella gara tra musicistə, cantantə e/o comicə per aggiudicarsi un premio qualunque.

Faccio Cose è uno spettacolo per valorizzare artistə emergentə che hanno il coraggio di portare se stessə sul palco. Di solito, le nostre serate finiscono con una jam session dove tutti i partecipanti sono liberi di salire sul palco per improvvisare all’unisono, questo credo sia il vero senso di fare musica.

Come fai recruiting di artisti ed artiste che si vogliono esibire?

Curo con attenzione la pagina Instagram di Faccio Cose Roma e stiamo crescendo giorno dopo giorno; è facile partecipare, basta scriverci in DM. 

Dopo aver letto con attenzione tutte le proposte che ci arrivano, stilo una scaletta e contatto direttamente gli artisti e le artiste selezionatə. Sono entusiasta di veder crescere il progetto in modo organico e spontaneo. 

Anche tu sei un musicista e cantante, ti capita di esibirti con i giovani artistə sullo stesso palco di Faccio Cose Roma

Come ho già detto prima non mi interessano le gare. E Faccio Cose non è un contest, è uno spettacolo. Dunque, molto spesso mi capita di accompagnare ragazzi e ragazze con la chitarra acustica o la batteria. Li supporto e cerco di valorizzarli nel miglior modo. 

A fine serata suoniamo tutti insieme e si creano sempre energie bellissime grazie alle quali trovo una motivazione in più per portare avanti questo progetto.

Come vedi le classifiche in ambito musicale? 

Le classifiche non appartengono solo alla musica, pure al ristorante sono importanti le recensioni, le stelline ed i punteggi con Tripadvisor.  

Ci sono sempre state e sempre ci saranno. A me non sono mai interessare. Ascolto per lo più fuori classifiche e fuori classe. 

Credi nel talento? 

No, credo nel duro lavoro e nei momenti di crisi.

Crisi dal greco significa scelta, bivio.1 Le scelte mettono in crisi, ma servono per cambiare ed evolvere. Grazie alle scelte che ho fatto mi sono scoperto. Le crisi servono per riconoscersi e cambiare direzione. 

Ho scelto di abbandonare una carriera stabile in un ufficio del Regno Unito. Ho ritrovato Roma e la sua voglia di fare.
Ho scoperto artisti, ho visto ragazzi sudare per esporsi ed esibirsi sul palco. Dunque, credo più nel duro lavoro, poco nel talento.
Qualsiasi talento, senza impegno è come un campo arato senza semi. 

1 Crisi, vocabolario online Treccani 
Referenze e Link:

Se cercate l’opportunità per esibirvi, basta scrivere in Direct Message alla pagina Instagram @facciocoseroma!

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Tamango

Sono un gruppo piemontese dalle sonorità selvagge, tribali, ricordano terre gitane, ma si chiamano come un cocktail torinese.

Tamango. Alberto Delfino Tirelli studia giurisprudenza, Marcello Lupo Maida studia filosofia, mentre Federico Anello Economia. Manfredi Maida è il “Tamango” acquisito che si occupa della gestione manageriale del gruppo, non solo, si occupa delle date per i live in giro per l’Italia. 
A breve escono luoghi e date per ascoltarli di nuovo dal vivo! 

Abbiamo fatto due chiacchiere. Qui potete trovare tutto ciò che ci siamo detti. 

Baby Moon, il nuovo singolo, è fuori su tutte le piattaforme. 

Avete appena pubblicato il videoclip su YouTube.
Come è nato questo nuovo progetto? 

Marcello: «Ogni progetto nasce da un’idea comune. Marcello è la testa, Federico le braccia, Alberto le gambe. 

Poi Manfredi, fa da fratello maggiore a tutti noi, ha iniziato a collaborare con le prime grafiche, ora è il quarto Tamango

Il tamango che non vuole suonare ” dice chi ci conosce. 

Manfredi, (N.d.A. fratello maggiore di Marcello Maida) gestisce la parte manageriale del nostro progetto musicale. È fondamentale per portare avanti ciò che ci fa sentire un gruppo con interessi differenti e passioni comuni.» 

Manfredi, la domanda sorge spontanea: credi nel progetto dei Tamango o la tua collaborazione è semplice espressione di amore fraterno? 

Manfredi: «Ai tempi del primo pezzo pubblicato, Malmesso, mi sono trovato nel ruolo di fratello maggiore che sapeva usare photoshop per l’urgenza di una copertina credibile. 

Sicuramente dopo la pubblicazione dell’EP ho sposato il progetto appieno. Ovviamente è difficile scindere le due cose, ma è molto semplice essere innamorato di una cosa che mi sembra anche forte. Se sono ancora qua è perchè ci posso credere senza essere influenzato da dinamiche familiari.»

Tamango. Ho letto su internet che a Torino esiste un cocktail dalle proprietà mistiche che porta lo stesso nome.
C’entra qualcosa con il nome che vi siete dati? 

Federico: «La parte allucinogena e mistica è una menzogna, ma esiste questo drink in Piemonte. Sicuramente è un mix di sostanze dall’elevato tasso alcolico, ma tutto il resto è leggenda.»

Marcello: «Ti diciamo la verità, per la scelta del nome ci siamo trovati in grande difficoltà. Fin dall’inizio volevamo fare musica. 

Andavamo al liceo insieme, ci siamo trovati, abbiamo iniziato a produrre musica. Solo dopo aver scritto la prima canzone abbiamo pensato ad un nome per il gruppo. 

Il tamango, come drink, c’entra perché è una roba particolare che appartiene alla realtà piemontese da cui veniamo, non è il gin tonic, per dire.» 

Federico: «Tamango era una delle prime opzioni. L’abbiamo scelto perché è una parola dalle sonorità rotonde. Si sentono vocali e consonanti che suonano bene in bocca. Un nome sintetico ed eufonico. Ricorda atmosfere Latino-Americane. Ci ispirano le ambientazioni lontane ed esotiche, ci piacciono le miscele di colori musicali, perseguiamo invano contaminazioni con lingue straniere, sperimentiamo. E ci divertiamo nel farlo.» 

Prima di partire con il nuovo progetto, avete fatto un live ai Giardini Ginzburg di Torino. Come è stata la risposta del pubblico? 

Alberto: «Ho un passato di birrerie e pub dove suoni e nessuno ti ascolta. Invece, nei concerti che abbiamo fatto fino ad ora, le persone erano molto attente e cantavano le nostre canzoni. Per i live, in particolare, abbiamo altri tre musicisti che ci seguono e ci supportano per riarrangiare i pezzi. Con una base solida musicale, è stato tutto molto entusiasmante. A me personalmente piace tantissimo suonare live perché è una vera esperienza. Si creano energie e sintonie non ripetibili.» 

E sul digitale? Qual è stata la risposta dei social? 

Alberto: «Sui social non c’è mai un riscontro tangibile. Non si ha mai il privilegio del riscontro umano che, al contrario, possono offrire i live. Se una cosa emoziona la vedi subito, invece nel momento in cui pubblichi un contenuto online è difficile capire quando si fa la cosa giusta. 

Ma crediamo anche che le due realtà siano molto interdipendenti, almeno nella nostra esperienza. Nel senso che, ad ogni concerto, abbiamo incontrato un pubblico interessato che ha iniziato a seguirci sui social. Non è scontato per noi. Magari abbiamo toccato corde che hanno fatto incuriosire o semplicemente siamo piaciuti.» 

Marcello: «In un mondo dove magari per dimostrare interesse con i dati è anche importante il “like” o il “follow”, senza alcun giudizio a riguardo, i live ci hanno permesso di entrare in contatto con un pubblico anche digitale che prima non ci conosceva. Ne siamo veramente felici.»

Ho visto che avete creato un sito per le vostre magliette, dallo stile grafico minimale e raffinato, dal gusto tribale come un simbolo di appartenenza alla vostra realtà, creata da zero ed in continua sperimentazione. 

Marcello: «Sì, in realtà anche per le magliette è nato tutto per caso. 

Dopo un concerto che abbiamo fatto a Torino abbiamo conosciuto dei ragazzi che producevano stampe su magliette e ci hanno proposto di creare delle stampe per i live. Inizialmente siamo partiti con una produzione molto limitata, poi abbiamo creato il sito Shop – Tamango

Crediamo negli incontri e nel caso; quando si ha chiaro in testa l’obiettivo da raggiungere la casualità degli eventi porta spesso nella direzione giusta.» 

Tamango, Concerto Chieri, 25 settembre 2021

Avete già in programma delle date per i prossimi live? 

Manfredi: «Si, Non vediamo l’ora. Abbiamo già delle date su Torino e Chieri. Ancora in definizione i live a Milano e Roma. 

Quest’estate abbiamo intenzione di allontanarci da Torino. Saremo sicuramente in Puglia, perché siamo entrati in contatto con un’organizzazione che organizza Festival per il periodo che va da Aprile a Luglio. 

Appena avremo le date ufficiali saranno pubblicate sui nostri social.» 

Ho rivisto molti riferimenti cinematografici sia nei testi dell’EP che nei videoclip. Citate Wim Wenders con “Il Cielo Sopra Berlino” mentre Woody Allen ricorre nel testo di “Maladie D’Amour”. 
Da dove nasce questa passione per il cinema? 

Marcello: «Allora, partendo dal presupposto che Alberto al liceo organizzava cineforum nei giorni di autogestione, la verità è che i riferimenti cinematografici sono spesso capitati. 

Per dire, “Il cielo sopra Berlino” non si chiamava così. Il titolo originale è “Ombra Cinese”. 

Poi mia mamma, ascoltandola, disse che il testo le ricordava la trama del film di Wim Wenders. Nessuno di noi tre aveva mai visto quel film.» 

Federico: «Ho visto il film [Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin, 1987)] dopo aver scritto la canzone. Lo stesso vale per i titoli delle nostre canzoni. Sono l’ultima cosa che rivediamo dopo aver scritto e prodotto i nostri pezzi.» 

Alberto: «La canzone che si chiama Platani ad esempio si doveva chiamare “E poi lo sai”, probabilmente è ancora salvata così da qualche parte.» 

Cosa vi ispira? 

Marcello: «In realtà, ciò che veramente ci ispira è cercare di ricreare un ecosistema gipsy che sappia parlare di libertà. 

Con il pezzo Lucciola, quando siamo in live, esasperiamo moltissimo la parte strumentale che ci ricorda atmosfere gitane di libertà espressiva. 

Queste atmosfere incontaminate ed aperte hanno influenzato l’estetica del videoclip di “Baby Moon. Nel singolo troviamo un sound più soul e meno gypsy, ma rimangono le contaminazioni tra lingue straniere nei testi. Dalle voci femminili ed il francese di Lucciola all’inglese di Baby Moon. Ci piace spaziare tra coordinate geografiche e modi di dire in altre lingue.

Ci piace spaziare tra coordinate geografiche e modi di dire in altre lingue. Ci piacciono le miscele e le fusioni tra elementi che non si assomigliano per creare contrasti dai confini aperti.» 

Alberto: «Ci ispirano anche elementi tribali tanto nell’estetica quanto nelle sonorità. Nel drop di “Baby Moonsono palesi le influenze che ricordano ritmi selvaggi, lontani dalla civiltà. Nel videoclip creiamo un contrasto tra ambienti claustrofobici e atmosfere incontaminate, senza limiti.» 

E per questo scegliete di esibirvi a piedi nudi? 

Alberto: «Beh, si forse anche per questo.» 

Federico: «No, è perché non sappiamo che scarpe mettere.»

Marcello: «Dai, diciamo che è una presa di posizione, perchè abbiamo fatto concerti scalzi anche quando pioveva e non era necessario. La scelta deriva dalle nostre estati. Di solito andiamo tutti insieme a Levanzo, venti giorni di vacanza. Un’isola della Sicilia dove domina la natura. Un ristorante, un bar e pochissimi abitanti. Ma d’estate si riempie di ragazzi che suonano, ballano. Ti ritrovi circondato dalla musica su di una superficie che non supera i 6 km². Mare e musica ovunque. 

Nei nostri pezzi volevamo ricreare quelle atmosfere in bilico tra il senso di libertà e la ricerca del sublime di fronte alla vastità della natura. Quei venti giorni all’anno sono il nostro momento di respiro. Dunque, abbiamo cercato di trasporli in musica. I piedi nudi sono un simbolo di quel posto.»

Alberto: «Si, Levanzo e le vacanze estive in quell’isola mi hanno insegnato che non voglio fare altro che il musicista nella vita. Potrò anche fare mille altri lavori, ma ciò che mi appartiene sinceramente è poter creare con la musica. Dunque, i Tamango sono una bella scusa, sono il mezzo necessario e sincero per galleggiare in superficie tra i biglietti del tram e gli impegni universitari.» 

Le vostre muse. 

Marcello: «Allora, mi divido tra il descrivere l’animo di una persona che conosco molto bene e le situazioni che osservo nelle vite altrui. Sono in bilico tra il “so chi sei e te lo racconto” e  il “non so chi sei, ma lo sto immaginando”. 

La ragazza che conosco da una vita c’è sempre in qualche parola nei testi; poi il resto si tratta di situazioni che vivo, osservo e scrivo.

Diciamo che anche Woody Allen è una musa. Amo l’uso delle parole e ammiro come il regista sappia usarle nelle sceneggiature, in maniera sapiente e precisa al solo fine di vivificare l’arte, parlando del niente. Studio filosofia, quindi, che altro devo fare se non parlare del niente? E poi, la mamma. D’altronde, senza di lei, non avremmo mai cambiato il titolo della canzone “Ombra Cinese.» 

Alberto: «Parlando di muse, credo che per i Tamango la vera musa sia la musica. Nel senso che tutti gli artisti e musicisti che ascoltiamo sono generatori di idee. Ascoltiamo tutte robe diverse, ma ci contaminiamo a vicenda. Personalmente ho una triade di artisti che ascolterei in loop. “Le tre J” : James Blake, John Mayer e Jack White.» 

Federico: «Sono d’accordo con Alberto, quando sentiamo qualcosa che funziona musicalmente cerchiamo di seguirla. Ed è un processo che si autoalimenta. Abbiamo orecchio per gli incastri che suonano bene, dunque cerchiamo sempre nuove cose che funzionano. Dei tre sono quello che ha ascoltato più rap Italiano ed elettronica, con Marcello ho scoperto il cantautorato, da Albi esperimenti riusciti bene, nonostante le differenze riusciamo ad incastrare bene stimoli comuni.» 

Ultima domanda: come funziona il vostro processo creativo? 

Crediamo che fare musica sia la più bella fatica che possiamo fare. 

Fatica nel senso che si tratta di un processo di lavoro distruttivo. Non siamo gli artisti che fanno cento canzoni e ne tengono dieci da mettere nell’album. Lavoriamo intensamente a tutti i pezzi che produciamo e li teniamo tutti, con infiniti ripensamenti e modifiche.

Creiamo e distruggiamo ciò che non funziona, con tanto impegno, energia mentale e tempo.
L’impegno deriva dal colmare l'incoscienza iniziale, dando una forma nitida ed un’organizzazione responsabile al processo creativo.

Crediamo anche nel valore che le persone intorno a noi possono offrire al progetto. Per l’ultimo singolo, Baby Moon, abbiamo lavorato insieme ad Andrea, in arte Mixbypunch per il mix and master. Fin da subito ci ha colpito la sua storia perché è riuscito a creare uno studio di produzione dal nulla a Milano e crede nel progetto almeno quanto noi.

Marcello: «Siamo un’equazione perfetta di variabili divergenti, mentre facciamo musica sappiamo come risolvere le nostre differenze.»

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